Nasce Turbo, primo trading desk italiano indipendente

Alla vigilia della presentazione al mercato, i fondatori – Marco Ferrari (in foto), Claudio Calzolari, Stefano Eligio, Marco Franciosa – spiegano gli elementi distintivi di una realtà che si posiziona nel mercato in rapida crescita del programmatic

di Teresa Nappi
26 maggio 2014
Marco Ferrari - Turbo
Marco Ferrari

Un’accurata selezione del team. Mesi di lavoro sulle piattaforme tecnologiche. I primi contatti riservati con clienti e partner. Dopo qualche settimana di lavori in corso, è arrivato il momento del lancio ufficiale di Turbo, il primo trading desk italiano indipendente, che verrà presentato al mercato domani, martedì 27 maggio, con un evento di inaugurazione negli uffici di via Tortona a Milano.

Turbo nasce dall’esperienza e dall’incontro di alcuni tra i migliori professionisti del programmatic advertising, convinti che anche in Italia ci sia una forte esigenza di player indipendenti e specializzati, in grado di offrire ad advertiser e agenzie chiarezza nei modelli di business, piena trasparenza e risultati realmente misurabili in un settore caratterizzato da una fortissima crescita, ma anche da molta confusione.

Il founding team di Turbo

«Non c’è più alcun dubbio – dichiara Marco Ferrari, ceo di Turbo – che il futuro della pianificazione media, non solo online, sarà in larga parte automatizzato e data-driven. Anche in Italia, nel corso del 2013, Real Time Bidding e Programmatic Buying si sono finalmente affermati. Ma vediamo un mercato ancora connotato da assenza di team dedicati, inutili complicazioni, troppi slang e una certa opacità. Turbo nasce per colmare questo gap. Crediamo che l’ingresso di attori indipendenti e dedicati – come già avvenuto in altri Paesi – possa portare benefici concreti non solo ai marketer, ma a tutto l’ecosistema locale dell’automation advertising, che ha bisogno di ridefinire modelli, paradigmi e ruoli perché le potenzialità siano sfruttate appieno anche in Italia».

L’obiettivo di Turbo è semplice. Mettere in condizione ogni cliente di raggiungere solo il target desiderato, sul canale più adatto, nel momento migliore, con il messaggio più funzionale e al miglior prezzo, evitando ogni dispersione e aumentando il ROI della comunicazione online.

Le modalità per raggiungerlo non mancano però di complessità. In questi mesi di startup, l’azienda infatti non solo ha investito massicciamente in tecnologia, dotandosi dell’accesso diretto a tutti i principali Exchange e sviluppando sofisticati algoritmi proprietari ed avanzate piattaforme di gestione e reporting. Ma ha anche aggregato – sotto la guida di Stefano Eligio, coo di Turbo e in precedenza Optimisation director di Infectious Media (il principale trading desk indipendente europeo) – una squadra di talenti dedicati all’ottimizzazione di ogni campagna.

«L’esperienza in Infectious a Londra e anni di lavoro con clienti come Netflix o Sky mi hanno insegnato che per sfruttare realmente le opportunità del data-driven advertising, oltre alla potenza degli algoritmi, l’elemento umano è imprescindibile. Stiamo creando in Turbo quello che ritengo essere il miglior team di analisi e ottimizzazione presente oggi in Italia ed è una sfida davvero entusiasmante», spiega Eligio.

L’offerta di Turbo ai clienti è organizzata attraverso due principali linee di business – Managed Services e Self-Service – modulate in base alle differenti esigenze e caratteristiche dei partner.

«L’offerta Managed Services – illustra Claudio Calzolari, chief client officer di Turbo e in precedenza Digital director di Starcom Mediavest – è dedicata ai maggiori brand e ai principali centri media. È caratterizzata, oltre che dalla gestione di ogni aspetto delle campagne in programmatic, da un approccio fortemente consulenziale che include servizi di training e lo sviluppo di progetti dedicati su tutto il fronte del Data Management».

Quattro sono gli elementi distintivi che caratterizzano l’offerta “Managed Services” di Turbo:

  • Indipendenza: Turbo, non fa parte di alcun network e non svolge un ruolo sulla supply-side. Turbo è 100% advertiser-focused e ha come unico interesse la maggior efficacia delle campagne dei clienti.
  • Trasparenza: lavorare con Turbo significa dire addio alle black-box o ai risultati delle campagne RTB presentati con un riga in Excel. Turbo garantisce ad ogni cliente l’accesso alle proprie piattaforme tramite dashboard dedicate che permettono il monitoraggio in tempo reale delle attività e dei costi di acquisizione, con dettaglio sino ai singoli domini.
  • Brand Safety: Turbo – che opera con tutti i principali Private Market Place – offre ai clienti accesso a fonti di traffico di elevata qualità ed il pieno controllo sull’erogazione di ogni singolo ad, con severe policy di blacklisting e sofisticati sistemi di viewabilty e anti-fraud.
  • Risultati: Branding o Audience building. New customer prospecting o Acquisition. Retargeting o Direct response. Attraverso strategia, dati, segmentazioni, creatività dinamiche e un continuo automated & human learning, il team di ottimizzazione di Turbo elimina il wasted dalle campagne dei clienti, offrendo i migliori ROI sul mercato.

Al fianco dei Managed Services e per intercettare una domanda crescente da parte del mercato, Turbo ha inoltre elaborato una proposta Self Service, che è una novità assoluta per l’Italia. La piattaforma sviluppata da Turbo – chiamata White Rabbit – permette infatti ad agenzie indipendenti, startup, small-medium business e a chiunque voglia gestire direttamente le proprie campagne in RTB/Programmatic, di farlo in modalità self-provisioning, senza alcun costo di setup o licenza, senza minimi garantiti di spending e senza vincoli temporali all’utilizzo della piattaforma.

«Siamo veramente soddisfatti di questo prodotto – racconta Marco Franciosa, cto di Turbo – che rimuove per molti player le tradizionali barriere all’adozione dell’RTB. White Rabbit è estremamente potente, con accesso diretto a tutti i principali Exchange e con un audience reach di oltre 90 billion di impression/day, segmentabili tramite Behavioural, Contextual, Demographic, Geo e Retargeting. Allo stesso tempo è estremamente semplice e user friendly, permettendo a chiunque abbia un minimo di esperienza nel digital planning di creare la propria campagna in pochi minuti, ricaricando il proprio budget con carta di credito o PayPal».

La struttura societaria

Oltre ai 4 co-founder, il principale investitore di Turbo è NEXT 14, un company builder focalizzato nel lancio e nello sviluppo di startup con potenziale di scala operanti nell’ecosistema europeo dell’advertising technology a cui partecipano – oltre a Ferrari e ai suoi soci

storici Marco Franciosa e Matteo Scortegagna – alcuni dei più brillanti imprenditori e manager del settore media e digital tra cui Mauro Del Rio di Buongiorno, l’inglese David Frank, fondatore di RDF Media, Giorgio Gori, fondatore di Magnolia e l’americano David J. Moore presidente di WPP Digital e chairman di Xaxis.

«Non siamo né un fondo, né un incubatore – spiega Ferrari – ma un gruppo di amici e imprenditori che credono che all’interno dell’Advertising Technology, che sta rivoluzionando il mondo dei media, ci sia spazio per più di un’iniziativa di successo e ampie sinergie tra modelli di business adiacenti».

Oggi il focus di NEXT 14 è sul lancio di Turbo, dove sia Ferrari che Franciosa hanno assunto un ruolo estremamente operativo, guidando la fase di sviluppo: «Ma ci sono un altro paio di progetti interessanti su cui stiamo ragionando – anticipa Ferrari -. Non abbiamo comunque fretta. Il numero di operazioni su cui intendiamo impegnare inizialmente NEXT 14 è limitato. Non credo si andrà oltre le 3 iniziative nei primi due anni e sempre ricercando un ampio allineamento di interessi con i manager e gli imprenditori coinvolti nelle singole iniziative. Poi si valuterà se ci sono le condizioni per ragionare su una scala più ampia», conclude il manager.

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