Mediaset si allea con F2i e lancia l’Opa su Ei Towers

Il piano prevede il successivo delisting della società, che favorirebbe un consolidamento nel business delle trasmissioni

di Andrea Di Domenico
17 luglio 2018
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Mediaset si allea con F2i, il fondo strategico della Cassa Depositi e Prestiti, e lancia un’offerta di acquisto su Ei Towers, l’operatore di torri telefoniche e televisive, già partecipato da Mediaset per il 40%.

L’obiettivo è “valorizzare un asset rilevante” e nel contempo “rafforzare la strategia di focalizzazione sul core business della televisione gratuita“, ha spiegato il gruppo ufficializzando l’operazione.

Con il riassetto il fondo istituzionale controllerà il 60% di Ei Towers e Mediaset resterà al 40%. A quel punto la società delle torri acquisirà “il ruolo di operatore indipendente, uno status che consentirà di partecipare più agevolmente al processo di consolidamento del business delle torri broadcasting e di quelle telefoniche in atto a livello nazionale e internazionale” sottolinea la nota. “Il business delle torri di trasmissione riveste un ruolo strutturale nel business tv” precisa inoltre Mediaset spiegando la ratio dell’investimento della nuova holding.

Il perfezionamento dell’operazione è subordinato, tra l’altro, al raggiungimento da parte di 2i Towers di una partecipazione complessiva nel capitale di Ei Towers superiore al 90% e all’approvazione incondizionata da parte dell’Autorità Antitrust.

La Repubblica in edicola ricostruisce quello che potrebbe essere lo sviluppo dell’operazione: dopo il delisting di EI Towers da Piazza Affari, la società delle torri avrebbe ‘mani libere’ per ripensare alle operazione che erano rimaste nel cassetto. Tra queste c’è il tentativo di Opa su Rai Way, l’omologa società della tv pubblica, bloccata per decreto governante Renzi.

Il piano dovrebbe prevedere che, una volta uscita dalla borsa, Ei Towers venga divisa in due: le torri televisive e quelle telefoniche. Le prime – che sono la maggior parte del valore e quelle che trasmettono Canale 5 nelle case degli italiani – dovrebbero esser fuse dentro Rai Way, società quotata e controllata al 65% dalla Rai. Rai Way è un’azienda più piccola di quella dei Berlusconi dato che in Borsa vale 1,1 miliardi. Questa architettura – grazie all’intervento del fondo partecipato dalla Cdp – garantirà che alla fine della fusione tra Ei Towers e Rai Way, il colosso nazionale delle torri televisive che nascerebbe dall’operazione continui a essere gestito in maggioranza da investitori di matrice pubblica.

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