Italia, Francia, Germania e Spagna: web tax, riflessione anche sull’Iva

A tre giorni dal vertice di Tallinn del 29 settembre sul digitale, nuovo documento congiunto dei quattri paesi dell’Unione europea

di Lorenzo Mosciatti
26 settembre 2017
web-tax

L’economia digitale cambia “profondamente” il modo di fare business e quindi “il modo in cui deve essere tassato”. Per questo è necessaria “una profonda revisione dell’attuale sistema di tassazione, per assicurare un fisco efficiente, equo e trasparente”. A scriverlo sono Italia, Francia, Germania e Spagna in un documento congiunto reso pubblico a tre giorni dal vertice di Tallinn di venerdì 29 settembre sul digitale, dove i capi di Stato e di Governo dell’Unione europea discuteranno della web tax e delle sfide ed opportunità del digitale.

I quattro Paesi, già autori dell’iniziativa di qualche giorno fondata sulla proposta di tassare il fatturato delle imprese digitali e non più gli utili, chiedono ora anche una riflessione sull’Iva. Bisogna assicurare che “lo stesso contenuto, bene o servizio sia soggetto a Iva nello Stato di consumo, senza pensare alla sua natura fisica o digitale“, scrivono i quattro governi. Perché è importante fare in modo che “i nuovi modelli di business siano tassati efficacemente”.

“Non ha senso applicare un doppio standard che in ultima analisi altera le condizioni della concorrenza“, si legge sempre nel documento. Sulla web tax, il documento ribadisce L’approccio dell’Ecofin è dunque corretto e ora “servono cambiamenti” alla legislazione “per assicurare che i profitti tassabili siano attribuiti dove viene generato il valore, per evitare l’erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti (BEPS)”.

Per ottenere questi risultati è però necessario cambiare l’attuale sistema fiscale, “basato sullo stabilimento permanente” delle aziende, un approccio “non adatto al business digitale”, dal momento che questo ha una ridotta presenza materiale. “Questo ha portato ad una situazione di mancate entrate per quei Paesi dove le aziende generano profitti in modo remoto, con scarsa o nessuna presenza”.

Secondo gli esecutivi di Italia, Francia, Germania e Spagna, “l’Unione euroepa è il contesto più appropriato per definire un approccio comune che possa agire come leva per una soluzione globale”, ovvero a livello Ocse o G20. “Perciò chiediamo al Consiglio di discutere e decidere in fretta, e sulla base della proposta della Commissione in linea con l’approccio G20/Ocse, le misure necessarie per affrontare le sfide della tassazione digitale, mentre sosteniamo il progresso tecnologico”.

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