Interbrand Best Global Brands 2015: sul podio sempre Apple, Google e Coca-Cola

Amazon entra nella top 10. Tra le sigle che hanno registrato il maggior incremento del valore del brand c’è Facebook. Cinque i nuovi ingressi: Lego, PayPal, MINI, Moët & Chandon e Lenovo

di Caterina Varpi
05 ottobre 2015
Interbrand-Best-Global-Brands-2015

Interbrand ha presentato la 16esima edizione dello studio Best Global Brands che identifica i 100 brand globali a più alto valore economico.

Per il terzo anno consecutivo, Apple e Google si confermano ai vertici della classifica, rispettivamente al primo e al secondo gradino del podio. Con un valore di 170,276 miliardi di dollari, Apple accresce il proprio valore del brand del 43%. Il marchio Google, valutato 120,314 miliardi di dollari, incrementa il proprio valore del 12%. Coca-Cola si mantiene salda al terzo posto mentre Microsoft sorpassa IBM posizionandosi quarto. Amazon segna un importante balzo in avanti e per la prima volta entra nella top 10 con un valore del marchio pari a 37,948 miliardi di dollari.

Tra le sigle che hanno registrato il maggior incremento del valore del brand c’è Facebook (#23, +54%), come lo scorso anno.

I brand dei settori IT e automotive dominano la classifica di quest’anno con un totale di 28 posizioni su 100. In particolare, il valore aggregato delle aziende della tecnologia corrisponde a circa un terzo (33,6%) del valore totale dei 100 brand dello studio.

Si registrano cinque nuovi ingressi: Lego (#82), PayPal (#97), MINI (#98), Moët & Chandon (#99) e Lenovo (#100). Quest’ultimo è il secondo brand cinese presente in Best Global Brands: Huawei ha fatto il suo debutto nel 2014 e nell’edizione di quest’anno si posiziona al n.88, registrando una crescita del 15% del valore del proprio brand.

«Lo studio Best Global Brands mette in evidenza le strategie che i brand dovrebbero perseguire per avere successo in un mondo iper-frammentato, quale quello di oggi. Dato che gli individui richiedono esperienze immediate e personalizzate, imprese e brand devono muoversi ‘alla velocità della vita’ – afferma Jez Frampton, global chief executive officer di Interbrand. – Molti di questi brand sono così istintivamente allineati con le priorità delle persone da integrarsi senza soluzioni di continuità nella loro quotidianità».

«Questa classifica è una finestra su un mondo che sta cambiando rapidamente – sostiene Manfredi Ricca, chief strategy Ooficer EMEA & LatAm e responsabile dell’ufficio italiano. – Vince chi abbandona il concetto di settore e di categoria per offrire un’esperienza senza soluzione di continuità ai propri clienti».

L’Italia è rappresentata da due brand: Gucci e Prada.

«La presenza ridotta dei brand italiani si spiega con la dimensione relativamente contenuta delle imprese che compongono il nostro tessuto industriale: questo, nell’ambito di una classifica per valore economico, è determinante – osserva Ricca. – Al di là dei due presenti in classifica, i nostri brand sono estremamente influenti, ma sono per lo più all’interno di economie aziendali relativamente ridotte. E questo è a sua volta spiegato da diversi fattori, quali un mercato dei capitali relativamente ancora in fase di sviluppo, l’assenza di player globali in settori strategici come quello dell’information technology, una certa tendenza alla non aggregazione».

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