Il ritiro del Decreto “Salva Roma” accelera l’arrivo della “Web Tax”. IAB Italia ne auspica l’abolizione da parte del Governo

A meno di un intervento, la norma, che prevede l’obbligatorietà dell’apertura di una partita iva italiana per i soggetti che vendono servizi di pubblicità e link sponsorizzati online, sarà in vigore dal 1 marzo 2014

di Simone Freddi
26 febbraio 2014
web-tax

Il governo ha rinunciato al decreto “Salva Roma”. Ad annunciarlo è stato il ministro Maria Elena Boschi alla conferenza dei capigruppo della Camera. La decisione è arrivata a causa dell’ostruzionismo di M5S e Lega, perché l’elevato numero di emendamenti avrebbe tenuto l’Aula impegnata fin dopo la scadenza del provvedimento, prevista per venerdì.

La decisione ha un peso notevole anche in tema di “Web Tax”, in quanto all’interno del dispositivo era contenuta la proroga di 6 mesi (al 1 luglio) dell’entrata in vigore della norma che prevede l’obbligo di possedere Partita Iva italiana per chi vende advertising online in Italia.

La conseguenza della non conversione del decreto rileva della validità della norme della Web Tax relative alla necessità di dotarsi di partita IVA italiana, contenute nel comma 33 della Legge di Stabilità 2014, a partire dal 1 marzo 2014. A meno che – ma non c’è ancora niente di sicuro – non venga reintrodotta in un ulteriore provvedimento annunciato dal ministro Boschi, destinato a recepire le normative ritenute “indispensabili”.

In una nota stampa, Iab Italia auspica che il neo Governo in carica faccia un passo in più e di abroghi la norma.

“Iab Italia, preso atto della mancata conversione nei tempi del provvedimento c.d. Decreto Salva Roma, evidenzia che, a meno di un intervento da parte del Governo, la Web Tax – che prevede l’obbligatorietà dell’apertura di una partita iva italiana per i soggetti che vendono servizi di pubblicità e link sponsorizzati online – sarà in vigore dal 1 marzo 2014″, si legge nel comunicato

“Nell’ottica di tutelare lo sviluppo del mercato digitale, tra i pochi in crescita in Italia e funzionale a quello dell’intero Sistema Paese, Iab Italia auspica quindi che il Governo, già nel prossimo Consiglio dei Ministri, possa approvare un nuovo Decreto che preveda l’abolizione di tutti gli articoli che compongono la Web Tax, date anche le dichiarazioni dell’attuale Presidente del Consiglio. L’entrata in vigore della Web Tax, infatti non consentirebbe di poter risolvere a livello comunitario le problematiche che si sono riscontrate e di individuare nei tempi utili la soluzione più corretta né di salvaguardare il mercato italiano rispetto agli altri Paesi europei“.

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