Hephaestus Venture ora fa rotta sulla Silicon Valley

L’ideatore e chief executive officer del fondo, Antonino Saccà: «Abbiamo cominciato a sviluppare la nostra presenza in Brasile un anno fa. Ora annunciamo il nostro interesse a crescere anche nel mercato degli Stati Uniti»

di Lorenzo Mosciatti
29 settembre 2017
Antonino-Saccà-Golden-Gate
Antonino Saccà

La Silicon Valley è indubbiamente nota per essere la culla del mondo delle startup. Soprattutto per la presenza dei più importanti fondi di venture capital, per l’esistenza di quell’ecosistema costituito da centri accademici d’eccellenza come Stanford, Berkeley e Caltech che ogni anno sfornano nuovi talenti. Qui la mentalità imprenditoriale è più diffusa che altrove, gli investitori riescono facilmente a raccogliere fondi per i loro progetti.

«L’universo del mercato globale degli investimenti del venture capital ha il 68% di concentrazione proprio negli Stati Uniti, lasciando solamente il restante 14,4% al mercato asiatico e appena il 13,5% all’Europa. Se sei uno startupper e vuoi cercare di far crescere il tuo progetto imprenditoriale, non hai scelta, devi andare negli Stati Uniti, perché il mercato è lì», commenta Antonino Saccà, ideatore e chief executive officer di Hephaestus Venture.

Per questa ragione il fondo di private equity, che si pone come missione di supportare le startup nei processi di internazionalizzazione, dopo aver puntato i riflettori sul mercato brasilianoguarda ora anche agli Stati Uniti come ulteriore tappa del suo piano di sviluppo. Grazie all’attività di promozione effettuata negli scorsi mesi a Londra durante il TechXLR8 di giugno, Hephaestus Venture è stata invitata da law firm, banche e fondi di venture capital americani ad un giro di conferenze nella Silicon Valley, dal BayBrazil a Mountain View ad ABVCAP a Menlo Park.

«Nel corso di questi eventi siamo stati presentati da un lato come interlocutori per le startup americane che vogliono entrare nel mercato europeo attraverso l’Italia e, in particolare, aprendo la propria attività a Milano. Dall’altro Hephaestus Venture si pone come partner per l’internazionalizzazione delle aziende italiane e, per questa ragione, è entrata in contatto con acceleratori statunitensi privati come Plug And Play Tech Center di Sunnyvale e SkyDec dell’UC Berkeley», spiega sempre Saccà.

Nel futuro di Hephaestus Venture dunque non figurano solo il Brasile e i mercati dell’area BRICS, ma anche l’importante mercato statunitense. «La mia speranza – conclude Saccà – è che anche altri fondi italiani e acceleratori vogliano unirsi a Hephaestus Venture nel caso fossero interessati a investire negli Stati Uniti o in Brasile. Queste attività possono dare vita oltretutto ad un circolo virtuoso e permettere l’ingresso di capitali esteri sul mercato italiano per lo sviluppo delle startup locali e dei nuovi progetti imprenditoriali in incubazione».

Hephaestus Venture parteciperà nei prossimi giorni a due eventi a tema per chi fosse interessato al mercato americano. Il primo è in programma il 4 ottobre a Milano ed è realizzato in collaborazione con l’acceleratore d’imprese digitali G2-Startps: interverrà tra gli altri Philip Kotler, il padre del marketing. Il secondo si svolgerà il 5 ottobre a Bologna: l’evento Bring your Idea to US, realizzato in collaborazione con Bologna Startup, sarà focalizzato sugli aspetti legali legati all’internazionalizzazione delle imprese negli Stati Uniti.

 

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