Google acquisisce Songza: nel mirino i servizi in streaming

Botta e risposta tra Big G e Apple, stavolta sul campo della musica in streaming. L’operazione di svariati milioni di dollari porterà l’integrazione dei servizi di Songza in Google Play Music e YouTube

di Teresa Nappi
02 luglio 2014
Songza logo Doodle Google

E’ ufficiale: Google ha fatto suo Songza, il servizio di musica in streaming che – come riporta ilsole24ore.com, ad oggi conta circa 5,5 milioni di utenti attivi. Ne hanno dato comunicazione le due società sui rispettivi blog ufficiali. Il team di 40 persone che lavora per la società rilevata sarà assunta dal colosso di Mountain View.

La mossa di Big G non può essere che letta come l’ennesima sfida lanciata ad Apple, che nel corso della scorsa settimana ha annunciato l’acquisizione per 3 miliardi di dollari di Beats. In questo caso, non sono stati divulgati i dettagli relativi al valore dell’operazione, anche se le indiscrezioni parlano di una cifra non inferiore ai 15 milioni di dollari.

Nella scelta di acquisire Songza, Google però ha manifestato anche la voglia di fare un passo in più puntando su un servizio di musica in streaming sui generis. Songza infatti si distingue non per il servizio offerto, ma per il modo in cui lo propone. Suo punto di forza sono le playlist – da quelle tematiche a quelle di genere (presenti per esempio anche in Spotify) -, che si distinguono però perché danno anche la possibilità di personalizzare, anche con scelte bizzarre, la propria music list. Il servizio, inoltre, propone playlist in streaming gratuito basate sull’umore, sull’ora della giornata, sulle condizioni metereologiche.

E’ evidente che Google dall’operazione cerca di cavarci il massimo possibile e anche di più in termini di originalità.

Dal blog post di Songza che ufficializza il tutto, scopriamo poi che non ci sarà nessun cambiamento evidente per i sui utenti. Sarà più probabile registrare un’evoluzione in alcune property di Google e in particolare in Google Play Music – in cui il servizio sarà integrato –  e su YouTube, dove presto – a quanto pare – sarà attivato un servizio streaming.

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