Ebuzzing si fonde con Teads: nasce Ebuzzing & Teads group

Obiettivo della realtà sarà raggiungere quest’anno un fatturato di 100 milioni di dollari e di debuttare nel 2015 al Nasdaq. Pierre Chappaz nominato presidente e ceo del gruppo

di Teresa Nappi
25 marzo 2014
Bertrand Quesada - Pierre Chappaz - Loïc Soubeyrand
Da sinistra: Bertrand Quesada, Pierre Chappaz, Loïc Soubeyrand

Sul mercato del video advertising online irrompe una nuova realtà, nata dall’incontro di due identità già largamente affermate nel settore: parliamo del gruppo Ebuzzing & Teads frutto della fusione delle due società internazionali.

Nello specifico, la fusione implica l’incontro di una tech-company multinazionale top player nel settore del video advertising online, Ebuzzing appunto, e di una programmatic platform per video inventory (SSP – supply side platform) già utilizzata da centinaia di prestigiosi publisher e network di tutto il mondo, la francese Teads.

Sfruttando gli elementi complementari dei singoli modelli di business e dei rispettivi posizionamenti di mercato, si determina così la nascita di un gruppo ora più di prima in grado di puntare alla leadership nel settore del digital video advertising.

Ebuzzing and Teads group vanta una vasta varietà di formati video e un esteso network mondiale di premium publisher; conta oltre 300 dipendenti, in 10 diverse country (Usa, Uk, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Lussemburgo, Messico e Korea) e un team di R&D composto da 100 ingegneri, il cui nucleo operativo è localizzato in Francia. Questi ultimi, quotidianamente, lavorano per sviluppare soluzioni tecnologiche innovative e per monitorare costantemente le esigenze del mercato online.

Il fatturato del gruppo nel 2013 si è attestato a 70 milioni di dollari; l’obiettivo del 2014 sarà quello di raggiungere i 100 milioni di dollari, mentre quello 2015 sarà la quotazione al Nasdaq.

Seppure le due realtà resteranno indipendenti, si è ovviamente determinata una nuova definizione dei vertici di riferimento del gruppo. Pierre Chappaz è in particolare stato nominato presidente e ceo di Ebuzzing and Teads group, Loic Soubeyrand mantiene la carica di ceo di Teads e Bertrand Quesada diventa ceo di Ebuzzing.

Contestualmente, si annuncia che Pascal Gauthier, ex coo di Criteo, e Anthony Rhind, ex co-ceo di Havas Digital, entrano nel consiglio di amministrazione di Ebuzzing and Teads group.

Proprio Teads, tra l’altro, è la società con cui Ebuzzing già collaborava per la realizzazione di formati pubblicitari innovativi come gli “OutStream”, distribuiti fuori degli spazi classici, capaci di affiancarsi e di integrarsi in maniera complementare ad altri contenuti, senza sovrapporsi come accade con i pre-roll, regalando all’utente una experience più fluida.

Andrea Febbraio

A seguito della segnalazione, Engage ha contattato Andrea Febbraio, co-founder & vp sales Europa di Ebuzzing, chiedendogli qualche commento e cosa comporterà questo per la realtà in Italia.

Parliamo delle potenzialità della fusione in termini di offerta…

«Grazie alla fusione di Ebuzzing con Teads, quello che si renderà effettiva è la disponibilità dei nostri formati in-read su un network di publisher super premium a livello internazionale. In particolare per i nostri clienti italiani, soprattutto per quelli dell’area Lusso, si apre la possibilità di veicolare la propria campagna video online in modo semplice, targettizzato, su siti di altissimo rilievo e in real-time praticamente in tutto il mondo».

A livello organizzativo, l’operazione porterà a qualche cambiamento significativo in Ebuzzing e soprattutto in Ebuzzing Italia?

«In realtà no. Le due realtà, seppur adesso vicine, resteranno indipendenti e soprattutto a livello locale non si determinerà nessuno stravolgimento. Le uniche cose che cambieranno sono le maggiori possibilità che offriremo ai nostri clienti».

Ma al di là di questo, con quale obiettivo vi siete apprestati a questa fusione?

«L’obiettivo è quello di debuttare al Nasdaq nel 2015. La fusione ci permette di unire le forze e di raggiungere quel tetto di fatturato necessario per poter affrontare la quotazione sulla Borsa americana. Ci tengo a sottolineare: puntiamo al Nasdaq perché convinti che gli analisti Usa abbiano maggiore dimestichezza con il settore del video advertising online. I nostri sforzi sono tesi però a tenere alta la bandiera europea nell’ambito del Listino tecnologico americano, dove ha già ha debuttato con successo la società Criteo e dove si appresta a sbarcare anche l’inglese King. Noi saremo i terzi e i primi del settore video online e non c’è soddisfazione più grande».

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