L’e-Learning interattivo di Shaa al servizio del MIB della Cattolica

La company ha realizzato 48 video interattivi di 15/20 minuti ciascuno, tutti compresi di call to action, cioè di richiami utili per aprire documenti e informazioni di approfondimento sugli argomenti che via via vengono affrontati in video dai vari docenti

di Caterina Varpi
01 marzo 2017
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Luca Sepe

Shaa ha realizzato per il MIB, il Master in International Business dell’Università Cattolica di Milano, un progetto di e-Learning interattivo, utilizzando la tecnologia della media tech company, dedicato a formare quadri manageriali in grado di muoversi all’interno delle dinamiche dei mercati globali. Un progetto di didattica online nato per soddisfare le esigenze di quella fetta di studenti con pregresse lavorative, ai quali il MIB ha voluto dedicare un’attenzione speciale mettendo a loro disposizione «Contenuti accattivanti, fruibili da remoto e in modalità asincrona che integrassero, con la formula blended, le tradizionali lezioni frontali», ha spiegato il direttore del MIB, Alessandro Baroncelli.

Baroncelli

Il risultato finale sono stati 48 video interattivi di 15/20 minuti ciascuno, tutti compresi di call to action, cioè di richiami utili per aprire documenti e informazioni di approfondimento sugli argomenti che via via vengono affrontati in video dai vari docenti. Contenuti multimediali fruibili on-line che hanno permesso ai partecipanti di accedere a contenuti specifici che, per la loro complessità, avevano necessità di essere utilizzati più volte. Senza dimenticare che attraverso la navigazione non lineare di un contenuto lo studente può iniziare a seguire online una lezione dedicata ad una certa tematica e all’interno dello stesso video scoprire che è interessante saltare su un modulo differente.

Da parte sua Shaa ha messo in campo la propria piattaforma tecnologica realizzando l’intero servizio di produzione e di interattivizzazione dei video «Grazie a un progetto tecnicamente innovativo non solo per l’utilizzo di  un player dedicato, ma anche per la costruzione di un processo di automazione della produzione del contenuto che ha permesso di realizzare in pochissime ore, a partire da un girato standard, un contenuto interattivo – ha spiegato Luca Sepe, Ceo e fondatore dell’azienda – questo ci ha permesso di ridurre il time to market e inoltre di scalare non soltanto su un corso di piccole dimensioni, ma sull’insieme dei contenuti presenti nell’offerta formativa del Master».

Per Shaa l’accordo di partnership siglato con il MIB dell’Università Cattolica rappresenta un investimento sul futuro: l’obiettivo è quello di creare una case history italiana nel campo dell’e-Learning interattivo, un settore che nel nostro Paese sta muovendo solo ora i primi passi. Per la media tech company milanese si tratta del primo grande lavoro svolto con una università italiana, ad eccezione di una sperimentazione realizzata qualche tempo fa con l’Istituto San Paolo Scuola. All’estero invece Shaa si è resa protagonista di un accordo strategico. In Germania la sua tecnologia è stata scelta dall’ente governativo per la produzione e distribuzione di materiale didattico audiovisivo (FWU) al fine di sperimentare i primi video interattivi nelle scuole, un progetto ambizioso già presentato al grande pubblico durante l’ultima Fiera Didacta di Stoccarda.

Riguardo allo sviluppo nelle nostre Università di progetti didattici interattivi lo stesso direttore del MIB Alessandro Baroncelli appare fiducioso: «Il progetto pilota che ha visto il MIB come pioniere dell’innovazione didattica, rappresenta una sperimentazione concreta degli strumenti interattivi  creando così i presupposti perché, nel prossimo futuro, si sviluppi il ricorso a queste nuove modalità didattiche. Il progetto può essere ampliato ad altre esperienze sia in ambito accademico sia in altri contesti formativi. Grazie alla qualità tecnica delle riprese e alle soluzioni di fruizione dei contenuti offerte dalla tecnologia di Shaa si possono realizzare prodotti multimediali con lezioni fruibili da remoto e materiali audio-visivi di qualità utili a migliorare le esigenze comunicative all’interno delle organizzazioni».

«La potenzialità della nostra offerta interattiva – gli fa eco Luca Sepe – ci permette di raggiungere il grande pubblico, ma anche di trasformare un video piatto in un video ipertestuale che consente agli utenti di saltare da un contenuto all’altro. Ormai la navigazione non lineare è il modello di apprendimento fatto proprio dalla generazione dei Millenials, che è nata e cresciuta considerando l’ipertesto come un oggetto standard. Di conseguenza diventa fondamentale mettere a disposizione degli studenti un contenuto ricco e performante dal punto di vista dell’apprendimento».

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