Digital Magics chiude il 2013 con un patrimonio di 13,8 milioni di euro

Obiettivi ambiziosi per i prossimi 5 anni: pronti a investire in 100 iniziative digital nazionali. Gasperini: «La defiscalizzazione degli incubatori? Un primo passo a sostegno del mercato»

di Teresa Nappi
28 marzo 2014
Enrico Gasperini_Digital Magics_web
Enrico Gasperini

Il Consiglio di Amministrazione di Digital Magics ha approvato ieri il progetto di bilancio del 2013 e il Piano Industriale per il periodo 2014-2018.

I documenti parlano di un 2013 di grande fermento per il venture incubator certificato di startup innovative digitali.

Prima tappa significativa dello scorso anno è quella datata 31 luglio, quando cioè sono iniziate le negoziazioni delle azioni ordinarie di Digital Magics su AIM Italia, Mercato Alternativo del Capitale, sistema multilaterale di negoziazione organizzato e gestito da Borsa  Italiana. Nel corso dell’esercizio, Digital Magics ha collocato n. 1.504.100 azioni ordinarie di nuova emissione per un valore, comprensivo di sovrapprezzo, di 10,57 milioni di euro, di cui 4,14 milioni di euro tramite conversione di prestiti obbligazionari e di altri debiti precedentemente in essere.

Nel complesso, l’anno ha visto l’ingresso dell’incubatore in 11 startup, di cui 6 innovative, una cessione, una fusione per incorporazione, con un saldo a fine periodo di 31 investimenti in portfolio. Gli investimenti operati si sono attestati su una cifra pari a 3,47 milioni di euro nelle partecipate, per un capitale netto investito pari a 11,2 milioni di euro (contro i 6,3 milioni di euro nel 2012).

Il patrimonio netto dell’incubatore a fine 2013 è stato poi pari a 13,8 milioni di euro (circa 3 milioni di euro nel 2012) e la posizione finanziaria netta è migliorata di 6 milioni di euro. La società passa da un indebitamento di 3,4 milioni di euro nel 2012 a liquidità per 2,6 milioni di euro nel 2013.

Il Piano Industriale Pluriennale 

Ora l’obiettivo di Digital Magics per i prossimi anni  è quello di consolidare il proprio posizionamento come incubatore di startup a vocazione nazionale, con presenza incrementale distribuita su tutto il territorio.

Ulteriore obiettivo stabilito dal CdA dell’incubatore è quello di ampliare con oltre 1.000 nuovi investitori il Digital Magics Angel Network, la rete informale di soggetti interessati a co-investire in club deal a supporto di startup innovative. Gli investitori sono privati (imprenditori e top manager con la passione per l’innovazione digitale), industriali (come Gruppo RCS, Gruppo Uvet, Nice, con cui sono in essere anche programmi di Open Innovation), finanziari (come Tamburi Investment Partners, Gruppo Banca Sella, Atlante Seed, Gate14 Group e UniCredit).

Il Digital Magics Angel Network è un asset strategico per il venture incubator, non solo perché aumenta la leva finanziaria, ma anche perché rinforza il know how e la rete relazionale a disposizione delle startup in portfolio.

Sempre nel Piano Industriale Pluriennale è previsto lo sviluppo ulteriore del programma di Open Innovation, che si rivolge alle imprese italiane con l’obiettivo di supportarle nel loro processo di innovazione digitale. In particolare, si punta a raggiunge 5 nuovi accordi di “Open Innovation” all’anno.

Il Programma parla poi di oltre 4 milioni di euro all’anno da investire in circa 100 nuove iniziative digitali e di un piano di cessione delle partecipazioni (exit) per oltre 20 milioni di euro nei 5 anni, con corrispondente obiettivo di distribuzione di dividendi per 7 milioni di euro (pari al 50% delle plusvalenze nette attese).

Proprio in relazione al Piano d’azione tracciato per il prossimo quinquennio, Engage ha parlato con Enrico Gasperini, fondatore e presidente di Digital Magics, che commenta: «Gli obiettivi che ci siamo preposti parlano di un impegno su diversi fronti, al fianco di aziende giovani capaci di distinguersi in termini di innovazione nel mondo digital».

Con Gasperini abbiamo poi fatto il punto su che tipo di progetti sono al vaglio dell’incubatore in questo momento: «Riceviamo ogni anno un migliaio di proposte. Ovviamente tra queste cerchiamo di identificare le startup a maggiore potenziale. Generalmente operiamo una prima scrematura che porta a restringere la scelta tra un centinaio di strutture. Nostro desiderio per i prossimi 5 anni sarà quello di arrivare a inserire nel nostro acceleratore di imprese circa 20 strutture l’anno, avviando così un programma di sostegno che generalmente vede la permanenza delle startup nel nostro incubatore per circa 5 anni. Per ora ci stiamo focalizzando su progetti relativi ai settori “Internet of Things”, “Fintech”, “Turismo online”, “eCommerce” dei prodotti Made Italy, e “Media”».

Proprio questo “ciclo naturale” di permanenza, porta a quello che è stato definito “piano di cessione” della partecipazione (exit) per oltre 20 milioni di euro nei prossimi 5 anni: «E’ un processo congenito, legato alla natura stessa dei nostri accordi con le giovani imprese. Dopo 5 anni in media non parliamo più di startup, ma ormai di entità ben definite che, se hanno fatto bene, sbarcheranno in un fondo più grande o saranno acquistate da altre aziende. Quelle che invece non trovano mercato, escono dal programma e muoiono. Nostro vanto è che, rispetto alle startup che ci provano da sole, quelle all’interno di Digital Magics sono per la maggiore riuscite ad andare avanti. Da quando abbiamo iniziato quest’avventura infatti solo 5 sono le startup che non ce l’hanno fatta su 40 che abbiamo sostenuto».

Una paretesi poi va dedicata al programma Open Innovation, su cui Gasperini fa una precisazione importante: «Questo particolare programma prevede 2 dimensioni. Una più grande di tipo corporate, rivolta a company ben strutturate che intendano digitalizzare parte della proprio business, e una invece a sostegno di piccole imprese che intendano avviare un processo di innovazione digitale».

In coda alla nota che ha reso pubblici i dati di bilancio e il programma industriale di Digital Magics, l’incubatore ha anche inviato e informato della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo per la concessione di detrazioni/deduzioni fiscali per chi investe in startup innovative e incubatori certificati. E a tale proposito Gasperini commenta: «Per le persone giuridiche si parla di una deduzione IRES del 20% su un importo massimo di 1,8 milioni di euro di investimento ogni anno. Non è tantissimo, ma è di sicuro un primo passo verso una concreta agevolazione di questo mercato, già ampiamente affermato all’estero», conclude il manager.

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