Il 2016 secondo Aol: un anno all’insegna di video in verticale e del miglioramento della mobile experience

Altri trend di quest’anno saranno il consolidamento di piattaforme adtech, la crescita dei private marketplace e l’aumento dell’importanza dei first-party data

di Caterina Varpi
22 gennaio 2016
Christina Lundari
Christina Lundari

Video, mobile, dati, Marketplace, attribution: questi sono solo alcuni degli elementi sui cui editori e brand sono chiamati a concentrare la propria attenzione per rimanere allineati ai continui cambiamenti del mercato e per ottimizzare i propri investimenti di marketing digitale. Ecco le tendenze per il 2016 della industry secondo Aol, che con trenta anni esperienza nel settore è un osservatorio privilegiato per anticipare i trend di mercato.

«Il 2015 è stato un anno molto importante per Aol che si è concluso con l’espansione della società in diversi paesi europei, tra cui l’Italia. Il 2016 promette di essere un altro anno cruciale durante il quale puntiamo a consolidare la nostra presenza e leadership proponendo ai nostri interlocutori un set di piattaforme e soluzioni per la gestione del digital advertising», dichiara Christina Lundari, managing director di Aol per l’Italia.

  • Video: la visualizzazione verticale scuoterà il settore. Il video è stato sicuramente il formato che ha generato la più grande crescita di investimenti digitali negli ultimi anni e allo stesso modo è stato protagonista di grandi innovazioni, basti pensare alla crescente diffusione di formati coinvolgenti e ingaggianti quali i video 360. Un’altra interessante opportunità per il nuovo anno è rappresentata dalla crescita dei video “in verticale”, a seguito della popolarità di alcune applicazioni social come Snapchat, Periscope e Vine. Una delle sfide che dovranno affrontare i brand che vogliono far leva sul video “in verticale”, è la volontà di investire per creare contenuti pensati per il mobile o lavorare con partner che possano rieditare e riadattare gli spot televisivi in questo nuovo formato.
  • Il 2016 sarà l’anno della mobile experience. Ad blocking, soddisfazione dell’utente, user experience: tutto quello che un tempo riguardava solo desktop e laptop, oggi si applica e estende anche al mobile, ma spesso i risultati non sono così soddisfacenti per questo strumento. Ci si dovrà concentrare nel rendere la mobile experience più qualitativa.
  • Prosegue il consolidamento di piattaforme adtech e crescono gli investimenti nel mobile. Il consolidamento di piattaforme pubblicitarie tecnologiche per mobile continuerà nel 2016 con le aziende che guarderanno con crescente attenzione alle piattaforme omnicomprensive. I pubblicitari e i brand cercheranno modi efficaci ed efficienti per gestire e distribuire i messaggi curando tutti gli aspetti delle campagne digitali. L’attribution a livello utente dimostra quanto i brand abbiano sottovalutato il mobile – i brand che l’hanno utilizzata subito hanno di molto aumentato gli investimenti su questo mezzo. L’attribution era la barriera principale per lo spostamento dei budget verso questo device. Man mano che questa feature viene resa disponibile sul mercato a livello di utente, si vedranno nuovi investimenti sul mobile poiché gli inserzionisti possono collegare direttamente le impression con gli investimenti fatti e possono apportare correzioni nelle campagne in base ai risultati in tempo reale.
  • La crescita dei Private Marketplace. Aol prevede una rapida crescita dei private Marketplace quest’anno. Questo tipo di scambi sono cresciuti ben oltre le aspettative originarie e sono diventati veri meccanismi in grado di soddisfare le vendite dirette.
  • Aumenta l’importanza dei First-Party Data. Il 2015 è stato l’anno in cui i first-party data sono diventati più ambiti rispetto ai third-party data. Utilizzare dati proprietari, first-party, risulta essere molto più efficace che aggregare e combinare dati indipendenti di terze parti. Un’opportunità accessibile a tutti grazie alla disponibilità di tecnologie sempre più agili.
  • Migliorare la creatività per superare il problema dell’Ad Blocking. L’ad blocking ha dominato i titoli dei media per buona parte del secondo semestre del 2015, ma le barriere reali al click sono un insieme di diversi fattori di cui l’ad blocking è la punta dell’iceberg. Questo fenomeno ha di fatto posto l’accento su un problema latente. I clienti stanno dicendo agli inserzionisti e agli editori che l’esperienza fornita è scadente – e vorrebbero si facesse qualcosa in merito.
  • Il Multi-touch Attribution & Media Mix Modeling si combineranno. Due concetti evolveranno nel 2016: il multi-touch attribution (bottom-up) e il media mix modeling (top-down). Questi due concetti, finora in rotta di collisione, costituiranno un modello unificato che rappresenterà il mega trend di quest’anno: molti sostengono di essere in grado di realizzarlo ma pochi saranno in grado di farlo in modo accurato. Aol sarà uno dei pochi player che in realtà consentirà questa unione, grazie alla coesistenza di queste tecnologie all’interno della stessa piattaforma.
  • Il Multi-Touch Attribution guiderà gli investimenti in dati. Nel 2016, gli inserzionisti aumenteranno gli investimenti per svariate attività. Tra queste, la multi-touch attribution. I grandi brand stanno studiando questa strategia per capire come possa in futuro aiutarli materialmente ad ottimizzare la spesa pubblicitaria. Quindi vedremo questo fenomeno espandersi nel nostro settore, influenzando anche il mercato intermedio degli inserzionisti e delle agenzie. La cosa straordinaria, però, è che la tecnologia esiste già, ma è il cambiamento organizzativo e la volontà di abbattere i silos all’interno di agenzie e società che renderà possibile usare e attivare questi strumenti, invece di guardarli soltanto su una dashboard dall’aspetto accattivante.

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