Amazon, nel secondo trimestre schizzano gli utili. La pubblicità cresce del 132%

Il colosso registra un giro d’affari di 52,9 miliardi di dollari, in aumento del 39%. Sulla marginalità impattano positivamente l’advertising e il cloud

di Lorenzo Mosciatti
27 luglio 2018
Amazon-Headquarters-Seattle

Amazon non delude il mercato e chiude un nuovo bilancio da record.

Nel secondo trimestre del 2018 il colosso del commercio online guidato da Jeff Bezos ha visto passare i suoi utili netti dai 197 milioni dello stesso periodo del 2017 a 2,53 miliardi. Gli utili per azione sono stati pari a 5,07 dollari rispetto ai 40 centesimi dello stesso periodo del 2017, con un incremento del 1050%. Il mercato si attendeva 2,50 dollari per azione, tanto che il titolo dell’azienda di Seattle ha guadagnato più del 4% nelle contrattazioni after hours a Wall Street.

Il giro d’affari, che consolida i conti della catena di supermercati Whole Foods acquisita nel 2017 (lo scorso anno le vendite hanno raggiunto un valore di 4,3 miliardi), è stato di 52,9 miliardi di dollari, in aumento del 39%, un risultato leggermente inferiore rispetto ai 53,41 miliardi di dollari previsti dal mercato. Guardando al terzo trimestre, Amazon si attende ricavi tra i 54 e 57,5 miliardi di dollari, ancora al di sotto delle attese del mercato.

A trainare la marginalità di Amazon sono stati in particolare il cloud computing e la pubblicità, compensando i risultati meno positivi ottenuti su questo fronte dal business tradizionale delle vendite online. Le vendite di beni online hanno fatturato negli Stati Uniti 32,1 miliardi di dollari, in ascesa del 44% e con un utile operativo di 1,8 miliardi, mentre nel resto del mondo il business ha toccato i 14,6 miliardi, in crescita del 27% ma con un rosso operativo di 500 milioni. Amazon Web Services, il business cloud, ha raggiunto nel trimestre vendite 6,1 miliardi di dollari, con una crescita del 49%, e un utile operativo di 1,6 miliardi. L’advertising, contabilizzato nell’area “altri ricavi”, continua la sua ascesa e chiude il trimestre portando nella casse della società poco più di 2,2 miliardi di dollari, in aumento del 132% rispetto ai 945 milioni dello stesso trimestre del 2017. 

Secondo le ultime stime di eMarketer, il business pubblicitario avrebbe dovuto garantire alla compagnia nel 2018 ricavi pari a 3,8 miliardi di dollari. Considerando però i risultati di bilancio (nel primo trimestre la pubblicità ha toccato i 2 miliardi di dollari), queste stime saranno riviste di certo al rialzo.

La pubblicità, ha spiegato Brian Olsavsky, chief financial officer di Amazon, «inizia ad impattare positivamente sui margini del gruppo, così come il cloud, e rappresenta ormai un business multimiliardario per noi. Il nostro impegno è volto ad offrire al mercato strumenti sempre migliori a disposizione degli inserzionisti per l’acquisto di annunci pubblicitari così come sistemi di misurazione che mettano in luce l’efficacia delle inserzioni». Una delle ultime novità a cui Amazon sta lavorando sul fronte pubblicitario è l’estensione degli Sponsored Products al di fuori delle sue property attraverso l’ad network proprietario che raggiunge centinaia di editori. Amazon, conclude il manager, «si trova una una posizione unica. Noi abbiamo infatti l’opportunità di pianificare le pubblicità e di comunicare poi ad aziende e brand la capacità degli annunci di generare vendite». Un mix micidiale che da tempo ha messo in allerta le grandi holding della pubblicità così come gli altri operatori over the top.

 

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