Alphabet cresce del 19% nel Q2: ricavi a 38,9 miliardi di dollari

La holding proprietaria di Google registra inoltre un aumento degli utili, ora pari a 9,95 miliardi, e della pubblicità (+16%). Battute le stime degli analisti

di Cosimo Vestito
26 luglio 2019
alphabet-google

Nel giorno in cui la trimestrale di Twitter batte le attese degli analisti, e Amazon raggiunge i 3 miliardi di dollari di fatturato pubblicitario, anche Alphabet, la holding proprietaria di Google, pubblica i risultati finanziari relativi al secondo trimestre dell’anno.

Tra aprile e giugno, il fatturato complessivo è stato pari a 38,9 miliardi di dollari, in aumento del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e del 17% rispetto al trimestre precedente. Le entrate pubblicitarie, in particolare, sono lievitate del 16% a 32,6 miliardi, in crescita dai 28,9 miliardi dell’anno scorso.

L’utile netto sale a 9,95 miliardi, mentre i costi sono stati di 29,76 miliardi, in linea con lo stesso periodo dell’anno scorso. Il margine operativo è stato del 24%, in crescita rispetto 18% dello scorso trimestre. Si tratta di numeri che superano le attese degli analisti.

I vertici hanno dichiarato che questi risultati confermano che le recenti performance erano state influenzate da tassi di cambio e fluttuazioni isolate e non da una fuga degli inserzionisti o da altri cambiamenti in atto nel business della struttura. Il riferimento è al bilancio trimestrale precedente, che aveva suscitato la delusione gli investitori.

In tal proposito, Ruth Porat, Chief Financial Officer di Alphabet, si è premurata di dissipare le preoccupazioni del mercato sostenendo che la compagnia virtualmente non ha visto nessun impatto sui ricavi in seguito alle misure intraprese per bloccare gli annunci estremisti o nocivi sui video di YouTube.

Gli introiti derivanti dai servizi cloud e dai software professionali hanno raggiunto i 6,18 miliardi, in aumento del 40% rispetto ai 4,42 miliardi di un anno fa. La divisione cloud, ha dichiarato Sundar Pichai, Chief Executive Officer di Google, triplicherà la sua squadra vendita nei prossimi anni. Le cosiddette “Other Bets”, gli investimenti più rischiosi come le auto senza pilota, hanno mostrato entrate per 162 milioni contro i 145 milioni l’anno scorso.

Google è intanto oggetto di una nuova indagine antitrust avviata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, un fattore che, nonostante generi incertezze, non sembra aver condizionato i mercati, focalizzati su performance e crescita del business della compagnia. Lo scrutinio in atto da parte delle autorità governative “non è una novità per noi, abbiamo già partecipato a questi processi in passato. Se ci sarà da rispondere a delle domande lo faremo, e se ci saranno delle preoccupazioni le affronteremo”, ha dichiarato Pichai in videoconferenza con gli investitori.

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