Wpp Group, giro d’affari in calo; Sorrell: «Il 2017 non è stato un bell’anno»

La società ha chiuso l’ultimo esercizio con ricavi netti pari a 15,2 miliardi di sterline, in calo dello 0,9%

di Andrea Salvadori
01 marzo 2018
martin-sorrell

Il 2017 è stato per Wpp Group l’anno peggiore in termini di andamento del business dal 2009, ovvero dall’inizio della recessione causata dal credit crunch. Quell’anno la holding inglese guidata dal ceo Sir Martin Sorrell arrivò a chiudere con un decremento dell’8,1%.

Il 2017 “non è stato un bell’anno”, ha confermato Sorell commentando il bilancio. La società ha chiuso l’ultimo esercizio con ricavi netti pari a 15,2 miliardi di sterline, in crescita sì del 5,4% ma in calo dello 0,9% se non si tiene conto dell’impatto dei cambi valutari e delle acquisizioni.

Sul fronte della redditività, Wpp ha registrato profitti prima delle tasse in aumento del 7,7% a quota 2,1 miliardi di sterline. Nonostante questo risultato, considerando le condizioni di mercato e le previsioni 2018, la società ha annunciato che procederà probabilmente a tagli tra i suoi 130.000 addetti. Wpp prevede per il 2018, anno avviato con un andamento del business rallentato, in linea comunque con le previsioni, con ricavi sostanzialmente in linea con quelli dell’anno scorso.

La società ha già avviato da tempo una strategia di razionalizzazione della sua offerta sul fronte delle agenzie. In GroupM è nata Wavemaker dalla fusione di Mec e Maxus. Wpp ha poi raggruppato delle nuova entità Superunion cinque agenzie di consulenza e design, mentre è notizia di questa settimana la nascita di Burson Cohn & Wolfe dalla fusione di Burson-Marsteller e Cohn & Wolfe.

Le difficoltà di Wpp sono analoghe a quelle affrontate da alcuni dei competitor del gruppo britannico, come confermano ad esempio i risultati di bilancio della francese Publicis Groupe. Secondo Sorrell, le società del settore della comunicazione si trovano oggi ad operare in un settore, quello pubblicitario, caratterizzato da un calo generalizzato degli investimenti.

La minaccia, secondo il ceo, non è rappresentata dagli Ott, da Google e Facebook, piattaforme sulle quali i clienti di WPP continuano a spendere per il tramite però delle società della holding. Lo scorso anno, ha detto Sorrell, i clienti di WPP hanno investito su Google 6 miliardi di dollari, il 10% in più rispetto al 2017, mentre su Facebook la spesa ha raggiunto i 2,1 miliardi, con un aumento del 30%.

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