Ubiquity e Solutions Infini si fondono: nasce Kaleyra

Nuova identity per la realtà globale che offre attività di comunicazione integrata multi-canale. Tra i servizi: messaggi, notifiche push, e-mail, instant messaging, servizi voce e chatbot

di Andrea Di Domenico
05 febbraio 2018
Logo-Kaleyra

Nasce ufficialmente il nuovo brand del gruppo mobile-tech nato a seguito dell’acquisizione, da parte dell’azienda italiana Ubiquity, dell’operatore indiano Solutions Infini: sarà Kaleyra il nome di questa realtà globale, specializzata nella fornitura di servizi di messaggistica mobile per le banche e per le aziende di tutte le dimensioni.

Attraverso una piattaforma proprietaria, Kaleyra gestisce servizi di comunicazione integrata multi-canale che prevedono l’uso di messaggi, notifiche push, e-mail, instant messaging, servizi voce e chatbot.

Il nuovo brand unisce la filosofia occidentale e la cultura indiana. Ubiquity è una realtà ben affermata in Italia, con oltre due terzi del mercato dei servizi di messaggistica mobile per le banche. A ottobre 2016 l’azienda comunica l’intesa per l’acquisizione di Solutions Infini, operatore indiano in rapida crescita sul mercato asiatico, specializzato anch’esso nel settore della messagistica mobile ma, a differenza di Ubiquity, focalizzato sui servizi per le aziende e soprattutto per le PMI. La realtà nata dall’unione delle due realtà, che ora opererà sotto il nome di Kaleira, registra un fatturato nel 2017 di circa 65 milioni di euro e conta circa 200 dipendenti, sparsi tra le 10 sedi: Italia, India, Svizzera, Gran Bretagna, Emirati Arabi e Singapore.

La nuova brand identity è stata ideata da Cookies & Partners, l’agenzia di Massimo Guastini, Francesca Mudanò, Andrea di Castri e Guido Chiovato. Oltre a naming e nuovo logo, Cookies & Partners ha realizzato il brand identity book ed è attualmente al lavoro per la preparazione del sito e delle attività di lancio del nuovo brand al Mobile World Congress 2018 di Barcellona.

Il team di lavoro, diretto da Massimo Guastini, Andrea di Castri e Francesca Mudanò, ha coinvolto anche Gabriele Todisco, Alessio Cassaro, Roberto d’Agostin e Bruno Banone.

 

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