Taboola e Outbrain, nuova fusione nel mercato della content recommendation

A guidare la società che nascerà dall’operazione, che vedrà gli attuali azionisti di Outbrain al 30% del capitale, sarà Adam Singolda, il fondatore di Taboola

di Andrea Salvadori
03 ottobre 2019
Adam Singolda e Yaron Galai
Adam Singolda e Yaron Galai

Nuova operazione di mercato nel settore internazionale della content recommendation.

Taboola e Outbrain hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per la fusione delle attività. Secondo i termini dell’accordo, gli azionisti di Outbrain riceveranno 250 milioni di dollari in cash e il 30% del capitale delle nuova società che nascerà dalla fusione e che manterrà il brand Taboola. L’operazione è stata approvata dai consigli di amministrazione di entrambe le aziende e dovrà ora ottenere il via libera dalle autorità di regolamentazione del mercato.

A guidare la nuova società sarà il Ceo Adam Singolda, fondatore e attuale Ceo di Taboola. Yaron Galai, fondatore e co-Ceo di Outbrain, rimarrà all’interno del gruppo per i prossimi 12 mesi. Eldad Maniv, president e Coo di Taboola, e David Kostman, co-Ceo di Outbrain, si occuperanno del processo di fusione tra Taboola e Outbrain.

La nuova Taboola avrà 23 uffici sparsi in tutto il mondo con più di 2.000 dipendenti e un portafoglio di 20.000 clienti. La reach raggiungerà i 2 miliardi di persone al mese. Tra le property online che si avvalgono dei servizi delle due realtà figurano brand come Cnbc, Nbc News, Usa Today, Bild, Sankei, Huffington Post, Microsoft, Business Insider, The Independent, El Mundo, Le Figaro, Cnn, Bbc, The Washington Post, The Guardian, Spiegel Online, El País e Sky News. I ricavi combinati delle due società, entrambe profittevoli, ha detto Adam Singolda, ammontano a circa 2 miliardi di dollari.

I commenti di Singolda e Galai

“Negli ultimi dieci anni ho ammirato l’innovazione che Yaron Galai, Ori Lahav (l’altro fondatore di Outbrain, ndr) e il resto del team di Outbrain hanno portato sul mercato. Unendo le forze, saremo in grado di creare un concorrente più solido nel settore della pubblicità digitale dominato da Google e Facebook, offrendo ai piccoli e ai grandi inserzionisti una scelta più ampia per la pubblicazione dei loro annunci online, permettendo così agli editori, di conseguenza, di incrementare le loro entrate”, ha commentato Adam Singolda.

“Siamo entusiasti di collaborare con Taboola. Sia Outbrain sia Taboola hanno una missione e una visione condivise a supporto di un giornalismo di qualità a livello globale e nel portare valore significativo al mercato dell’open web”, ha affermato Yaron Galai.

La fusione permetterà alla neonata società di poter contare su “maggiori investimenti in tecnologia e su una rech sempre più estesa”, aumentando così “le entrate per gli editori, gli operatori di telefonia mobile e i produttori di device”. Considerando anche che saranno uniti “due tra i più validi team di data science e intelligenza artificiale nel settore”, spiegano Taboola e Outbrain nella nota.

Da diversi anni il mercato ipotizzava l’unione tra i due player israeliani della pubblicità nativa (entrambi con headquarter a New York), proprio perché ritenuta funzionale a contrastare il dominio nel settore della pubblicità digitale degli Over The Top. La fusione tra le due società segue tra l’altro il recente ingresso di Ligatus proprio all’interno del gruppo Outbrain, annunciato lo scorso febbraio.

Gli effetti della fusione in Italia

L’operazione riguarda anche il mercato italiano dove Taboola non è presente con un ufficio locale ma dove gestisce la content recommendation di importanti testate digitali nazionali, potendo contare in particolare su un rapporto in esclusiva con il gruppo Gedi e la sua concessionaria pubblicitaria ManzoniOutbrain è invece da tempo operativa nel nostro paese con uffici in loco, ed è guidata dallo scorso aprile dal managing director Sebastiano Cappa.

Taboola è stata fondata nel 2007 e ha raccolto sul mercato 160 milioni di dollari da realtà, tra le altre, come Comcast, Fidelity Investments, Baidu, The Daily Mail, Pitango e dall’imprenditore italiano Carlo De Benedetti (i cui figli controllano in Italia la quota di maggioranza del gruppo Gedi). Outbrain, lanciata nel 2006, ha incassato, grazie alle campagne di raccolta fondi, 194 milioni di dollari da investitori come Vintage Partners, HarbourVest Partners e Lightspeed Venture Partners.

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