Nasce SwarmCom Social Reporters, la prima community dedicata al brand journalism

L’obiettivo della società, forte già di 1.500 redattori in tutta Italia, è sviluppare nuovi modelli di comunicazione digitale dove la creatività multimediale, il racconto e il marketing si fondono. Parla l’Amministratore Delegato, Ilario Vallifuoco

di Cosimo Vestito
05 giugno 2018
Ilario Vallifuoco-SwarmCom-social reporters
Ilario Vallifuoco

Il progetto di brand journalism Social Reporters raggiunge la maturità e, grazie a una joint venture con l’agenzia di comunicazione milanese Bewe, avvia la nuova compagnia SwarmCom. Si tratta di un progetto d’impresa che ha come obiettivo quello di sviluppare modelli di comunicazione digitale innovativa dove la creatività multimediale, il racconto e il marketing si fondono diventando disponibili a tutte le imprese grazie all’integrazione tra community digitali, piattaforma intelligenti abilitanti di un servizio on-demand e social media.

«Social Reporters», spiega Ilario Vallifuoco amministratore delegato, «è nata da un progetto universitario. Cinque anni fa insieme ad alcuni colleghi studenti siamo stati ingaggiati da un’azienda per realizzare dei contenuti in diretta e valorizzare sui social media i contenuti di seminari, convegni e tematiche legate al mondo business e delle nuove tecnologie. Il giorno seguente, ancora entusiasti da quell’esperienza così coinvolgente, abbiamo pensato: “E se il social reporter diventasse la professione del futuro?”. Da quel momento, ho cominciato a lavorare sullo sviluppo dell’idea, che ha visto muovere i suoi primi passi all’interno di Bewe in cui l’avevo proposta dopo la laurea in marketing digitale».

Intercettata le opportunità offerte delle nuove tecnologie, come lo streaming in diretta sui social media, il servizio Social Reporters ha saputo sfruttare al meglio l’esigenza di trasparenza nella comunicazione da parte delle aziende: «La comunicazione in tempo reale», continua Vallifuoco, «garantisce sicuramente una maggiore vicinanza con i propri pubblici di riferimento e allo stesso tempo permette di ampliare la propria brand awareness con contenuti originali, distintivi, con storie che comunicano i veri valori di un marchio».

L’aspetto innovativo del progetto è rappresentato dalla piattaforma di abbinamento tra la domanda di copertura editoriale delle aziende per i loro eventi e/o iniziative e le competenze della community dei social reporters; attraverso una profilazione basata su criteri di esperienza, affidabilità, interessi, competenze e influenza social la stessa piattaforma consentirà di attivare la redazione e gestire tutte le fasi del servizio.

La community è il valore distintivo del progetto: ad oggi vanta 1.500 social reporter attivi nelle maggiori città italiane. «La nostra è un’economia della relazione, siamo molto attenti al percorso dei nostri iscritti. Grazie a un modello organizzativo piramidale e alla presenza di City Manager e Community Manager cerchiamo di conoscere in profondità tutte le peculiarità dei reporter per favorire incarichi lavorativi e ingaggi sugli eventi», ha spiegato l’amministratore delegato.

«Social Reporters è una community che ha dimostrato di saper unire capacità giornalistiche e di settore con la dinamicità di produzione dei contenuti propria dei nativi digitali e delle tecnologie abilitanti più innovative. Il valore aggiunto è orchestrare questi talenti in un modello di servizio che tenga sempre al centro l’obiettivo di comunicazione e marketing del nostro cliente. Come Bewe siamo entusiasti intraprendere questo nuovo progetto. Da sempre lavoriamo su iniziative con un focus su “customer centricity”, ogni azienda deve andare dai suoi consumatori e farlo anche cercando i contesti che trasmettono i valori del proprio marchio nel modo migliore. Avere la capacità specifica di valorizzare i contenuti, raccogliere i riscontri dei consumatori in tempo reale e valorizzarli sui canali digitali sta diventando un’opportunità e una criticità per i nostri clienti. E noi vogliamo dargli modo di cogliere l’opportunità e affrontare tutte le sfide che ne conseguono», conclude Maurizio Ferraris, Ceo di Social Reporters.

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