Splio integra il loyalty nella sua piattaforma marketing. Si può premiare anche l’engagement

La nuova funzione Splio Loyalty consente di creare rapidamente e in modo autonomo programmi fedeltà tradizionali e relazionali. «Si apre l’era della “Neo-fidelizzazione”»

di Simone Freddi
11 settembre 2018
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Il loyalty si fa “tech” con Splio: la piattaforma marketing omnicanale già usata in Italia da clienti come Pittarosso, QVC, Martha’s Cottage, Henkel, annuncia il lancio di Splio Loyalty: una nuova funzione che consente ai marketer di creare in modo semplice e autonomo i propri programmi di fidelizzazione online e offline, per riconoscere e premiare la fedeltà e l’”engagement” dei consumatori.

Combinando Crm, marketing automation e loyalty, Splio introduce un nuovo modo di premiare la fedeltà, che consente alle aziende di ricompensare i clienti non solo sulla base degli acquisti, ma anche delle loro interazioni con il brand, online e offline. Il tutto attraverso una soluzione «plug & play» che non necessità di integrazioni con strumenti terzi.

«La piattaforma – spiega Fabio Maglioni, Country Manager di Splio Italia – permette la creazione e la gestione di programmi loyalty transazionali ma anche relazionali, che premino quindi anche il comportamento web e social del consumatore, la sua reazione alle campagne e il suo coinvolgimento nelle iniziative a lui proposte. Inoltre, grazie alla combinazione di marketing automation e loyalty, Splio Loyalty consente ai marketer di gestire la loro relazione con i clienti in modo personalizzato, dalla stessa piattaforma, in tempi straordinariamente rapidi e in modo totalmente autonomo».

«La nostra tecnologia – aggiunge il manager – consente di spingere la conoscenza e la diffusione di quella che noi chiamiamo “neo-fidelizzazione” , un nuovo modo di concepire la fedeltà del cliente, di premiarla e di creare quindi con lui una relazione genuina, esclusiva e duratura».

L’era della neo-fidelizzazione

L’idea di “Neo-fidelizzazione” (qui una guida) nasce dalla spinta della digitalizzazione e dell’economia “social”, che impone ai brand di adottare, anche nei programmi di Loyalty, un approccio più “umano” e interattivo” rispetto a qualche anno fa.

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Fabio Maglioni

«Il nostro modo di “consumare” cambierà di più nei prossimi cinque anni di quanto non sia cambiato negli scorsi cinquanta – avverte Maglioni – Guidati dai Millennials e dalla Generazione Z, i consumatori si muovono molto più velocemente dei brand, richiedendo quindi un ripensamento totale delle strategie di contatto. Questi mutamenti impattano notevolmente anche le tecniche di fidelizzazione, che devono adattarsi a questo nuovo tipo di consumatore, agevolando una relazione con il brand genuina, trasparente, chiara, che veicoli un attaccamento e una fiducia nella marca proficui e duraturi».

«La conoscenza del cliente e di ogni interazione con il brand, online e offline, costituiscono un elemento chiave di questo nuovo approccio alla loyalty – continua il manager -. Questa deve riconoscere e ricompensare il cliente non solo per i suoi acquisti, come accade per i programmi loyalty tradizionali, ma che deve tenere conto del suo engagement, su tutti i canali fisici e digitali. Il brand deve essere in grado di presidiare tutto il customer journey, individuare e alimentare la fedeltà del cliente trasformandolo in un ambassador».

Un programma loyalty di tipo “relazionale” permette ai marketer di valorizzare tutte le interazioni digital dei loro clienti (un like su Facebook, su un post di Instagram, il tasso di apertura delle campagne email per esempio), di creare una community, di valorizzare l’engagement dei brand ambassador e di combinare i punti fedeltà tradizionali con gli interaction points, i punti guadagnati attraverso le interazioni tra cliente e brand.

Uno strumento semplice e intuitivo

Tutto questo ha un potenziale di business notevole, in quanto la fedeltà al brand ha un valore molto più alto della sola acquisizione di un cliente: secondo Splio, aumentare la frequenza di acquisto del 5% può far crescere i profitti del 20-35%. Con Splio, i marketer hanno il controllo totale dei programmi di fidelizzazione, misurano il coinvolgimento dei clienti sui social network e le loro reazioni alle campagne e-mail, per assegnare loro dei punti ed offrire dei vantaggi. La piattaforma consente loro inoltre di individuare i brand ambassador e di coinvolgerli nella vita e nella comunicazione del brand.

Nel nostro Paese, Splio Loyalty viene ufficialmente lanciato sul mercato proprio in questi giorni. Ma in Francia sono già diversi i clienti che stanno utilizzando questa nuova funzionalità, come Le Slip Français, La Maison du Chocolat, Bonne Guele. «Il mercato italiano – conclude Fabio Maglioni – è in grande fermento. Sicuramente il nostro obiettivo principale per i prossimi mesi è diffondere e spingere l’adozione di questo nuovo approccio al tema della fidelizzazione. Ciò per noi significa supportare i marketer in questo processo di revisione del concetto di fedeltà, fornendo loro la tecnologia che gli consenta di implementare questa nuova visione in modo veloce, ed intuitivo».

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