Smart working e piena operatività: come l’industry sta affrontando l’emergenza Coronavirus

Anche per le aziende del settore della pubblicità e della comunicazione, la più immediata sfida posta dall’esplosione dei casi di Covid-19 nel Nord Italia riguarda l’organizzazione del lavoro quotidiano. Ecco come si stanno muovendo alcuni player

di Simone Freddi
24 febbraio 2020
smart-working

Spostamenti per i dipendenti limitati al massimo, telelavoro e smart working messi in atto ovunque possibile, minimo impatto sull’operatività a breve termine, in attesa di avere una visione più chiara della situazione.

Anche per le aziende del settore della pubblicità e della comunicazione, la più immediata sfida posta dall’esplosione dei casi di Covid-19 nel Nord Italia riguarda l’organizzazione del lavoro quotidiano. Un tema che agenzie, centri media e operatori vari stanno affrontando con decisione e tempestività, con il duplice obiettivo di tutelare la salute dei collaboratori e assicurare la continuità delle operazioni.

Tante sono, in particolare, le imprese ci stanno segnalando di aver attivato lo smart working per i propri dipendenti. Tra queste MailUp, l’azienda di marketing technologies, che pur non avendo ad oggi riscontri in merito a casi tra i propri dipendenti e collaboratori, è stata tra le prime ad annunciare “l’adozione dell’obbligo di smart working ed il divieto di trasferte che comportino l’uso di mezzi di trasporto collettivo” almeno fino a venerdì per le sedi di Milano e Verona. “La salvaguardia della salute di tutti i dipendenti e collaboratori di MailUp Group ha per noi la massima priorità”, ha sottolineato il ceo Nazareno Gorni.

Se l’adozione del “lavoro agile” da subito in ambito digital marketing è agevolata dalla “terziarietà” del settore, oltre che dall’età media piuttosto bassa e dalle dimensioni tutto sommato contenute della maggior parte delle agenzie, più complessa è la posizione dei gruppi di maggiori dimensioni e dei loro uffici HR, che nel fine settimana hanno dovuto elaborare una strategia alla luce di una situazione in rapidissima evoluzione.

Tra le società più grandi Dentsu Aegis Network, che nell’hub di Milano ospita oltre 800 persone suddivise tra sue varie agenzie attive soprattutto nel media planning e buying, ha fatto sapere come la sede milanese, al pari degli uffici romani, resterà per ora pienamente operativa. In una comunicazione interna inviata stamattina, il Ceo Paolo Stucchi ha ribadito che nel contenimento della emergenza Coronavirus è “fondamentale seguire le indicazioni delle autorità preposte che, al momento, non hanno disposto la chiusura delle aziende con sede in Milano, né hanno limitato il servizio dei mezzi pubblici di trasporto”.

Dentsu Aegis Network ha però deciso di “eliminare per la settimana corrente il limite delle ore di home office in modo che ogni collaboratore possa usufruirne secondo la propria specifica necessità” come misura di supporto all’improvviso disagio causato a molte famiglie dalla chiusura di scuole, asili e nidi. Il Gruppo sta inoltre predisponendo uno screening per i clienti e i fornitori che accederanno alle proprie sedi.

Scelta in parte diversa per WPP (oltre 2.000 persone a Milano, suddivise in una sessantina di aziende), che sta incentivando l’adozione da subito dello smart working per il maggior numero di persone possibile in tutte le sue società.

Le disposizioni preventive impartite a livello centrale da WPP Italia sono quelle di attivare quanto prima e per tutta la settimana il lavoro da remoto, fatti salvi gli appuntamenti già pianificati e le situazioni in cui la presenza fisica sia strettamente necessaria. Per quanto riguarda la divisione GroupM e le sue agenzie, la disposizione riguarda le sedi del Nord Italia (Milano, Torino e Verona) mentre Firenze e Roma restano per il momento regolarmente operative.

Tra chi ha optato per l’attivazione dello Smart Working per tutti ci sono anche la digital agency Boraso, per tutta la settimana, così come la concessionaria Evolution ADV, la società di ad tech Rubicon Project e l’agenzia Connexia. “Già nel corso del week, abbiamo comunicato la piena disponibilità ai nostri collaboratori per operare da remoto e, specialmente in questa particolare situazione contingente, incentivato lo smart working», ci ha fatto sapere Massimiliano Trisolino, Managing Partner Strategy & Creativity di Connexia.

Lo smart working, ha aggiunto Trisolino , «è una modalità di lavoro che conosciamo bene e possiamo percorrere agevolmente, anche grazie alla storica partenership con Cisco, che ci permette di utilizzare soluzioni di collaborazione a distanza senza correre il rischio di saltare alcun meeting, né interno né con i nostri clienti, e garantire il corretto svolgimento di tutte le attività». Anche la concessionaria B2B Avrage Media ci ha fatto sapere che lavora in modalità “smart” per la tranquillità dei collaboratori, fino a data da destinarsi.

Scelta analoga anche per il Gruppo Triboo, attivo nel digital marketing e nell’ecommerce. “Grazie alle tecnologie sviluppate internamente in questi anni, Triboo è in grado di garantire continuità e delivery facendo lavorare i propri collaboratori da casa in modalità smart working”, ha sottolineato in una nota stampa il direttore generale Marco Giapponese.

“La decisione di permettere lo smart working a tutti i colleghi della sede centrale di Milano Bicocca – ha aggiunto il manager – è perfettamente in linea con la politica sulla gestione del personale che prevede, sempre, la massima attenzione alla sicurezza ed alla qualità di vita di ognuno di noi”.

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