OneDay apre l’azionariato ai manager e punta ad un fatturato di 100 milioni entro il 2023

La società presieduta da Paolo De Nadai, cui fanno capo ScuolaZoo, ZooCom, WeRoad e Together, adotta un modello di azionariato e governance inclusivo

di Andrea Salvadori
03 giugno 2020
TEAM-OneDay

I fondatori di OneDay aprono l’azionariato ai manager del gruppo con la volontà di accelerare il passaggio del player della comunicazione da PMI a grande azienda.

Un processo iniziato a novembre con l’arrivo di Mattia Riva come socio e Ceo del gruppo, un modello di azionariato e governance inclusivo che ora si allarga dunque ai C-Level per un totale di 13 manager coinvolti.

Il tutto sotto la supervisione del presidente Paolo De Nadai, fondatore e da sempre azionista di riferimento di OneDay, cui spetta il compito, si legge nella nota stampa, “di vegliare sui valori che hanno permesso a OneDay di crescere del 26% anno su anno da quando è nata senza mai perdere il suo DNA innovativo”.

La prima linea dunque, internamente chiamata “CÖR Team”, ha scelto di investire sul progetto di OneDay, di diventarne socio, credendo nella vision, nei valori del gruppo e nel piano industriale che prevede il passaggio dal fatturato di 21 milioni di euro del 2019 (+69%) a 100 milioni attesi entro il 2023.

Dopo aver fondato nel 2007 ScuolaZoo, diventato oggi uno dei media brand di riferimento della GenerazioneZ, Paolo De Nadai ha formalizzato nel 2016 la nascita del gruppo OneDay. A distanza di quattro anni, il modello di azionariato e governance diventa inclusivo ispirandosi a uno dei valori del gruppo: la condivisione.

“La condivisione professionale, di esperienze, di tempo e spazio diventa dunque anche societaria per i C-Level di OneDay. Sia per chi ha costruito insieme a Paolo la crescita da startup a PMI di ScuolaZoo, ZooCom e WeRoad, sia per i nuovi entrati nell’ultimo anno con l’obiettivo di scalare a livello gruppo a quota 100 milioni”, si legge nel comunicato. Alla fine del 2019 OneDay ha lanciato una nuova agenzia, Together.

“L’Italia ha migliaia di aziende pazzesche, che restano piccole perché l’imprenditore non vuole aprirsi ad altri soci, non vuole managerializzare la governance o internazionalizzarsi. Il risultato è che meno di 3 startup su 1.000 arrivano a costruire qualcosa di grande e di duraturo. OneDay vuole essere tra quelle”, spiega Paolo del Nadai. “Sono profondamente convinto che la più grande sfida di un’azienda sia costruire un team affiatato e competente, se questo team poi diventa anche tuo socio… chi ci ferma più? Di certo non il Covid!”.

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