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13/05/2019
di Simone Freddi

Come fare link building nel 2019: l'importanza del contenuto

Link Building Italia, agenzia milanese guidata da Gianluca Capiraso, punta sull’appartenenza a un network editoriale di qualità per offrire servizi efficaci e affidabili

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Da circa vent’anni a questa parte, ossia dall’invenzione dei motori di ricerca, l’elemento fondamentale per gestire con successo un sito web è la cosiddetta strategia SEO (Search Engine Optimization), l’insieme di tecniche che permettono di ottenere visibilità (ed eventualmente ricavi) da Google. Una delle pratiche più antiche, efficaci e discusse della SEO è la cosiddetta link building, ossia l’attività di costruzione di link verso il sito da promuovere. Basata sul principio che la popolarità dei siti è certificata dal numero delle citazioni in entrata da altri siti (backlink), la Link popularity è alla base del concetto stesso di motore di ricerca che, tramite complicati algoritimi, indicizza in un certo modo tutti i risultati attinenti alla ricerca dell’utente. Con il risultato che tale attività è da sempre una tra le fondamentali per la promozione di un sito e, da vent’anni a questa parte, non conosce crisi.

Un progetto tutto italiano

Un settore ancora molto effervescente, dunque, in cui continuano a nascere nuove realtà dedicate con standard di servizi sempre più raffinati. E’ il caso di Link Building Italia, giovane agenzia di digital marketing specializzata proprio nella fornitura di link building di qualità provenienti da un network editoriale che include noti siti come Business.it, Soluzionidicasa, Caffeina Magazine, LuxGallery, Dcommerce, UrbanPost e numerose altre destinazioni del web. Un particolare che in realtà costituisce l’elemento di differenziazione dell’agenzia e le conferisce uno standard d’efficacia piuttosto elevato. «La link building è un’attività ancora molto proficua nell’ambito delle strategie di promozione di un sito, ma è anche un genere di intervento molto “delicato” – spiega Gianluca Capiraso, Managing Director di Link Building Italia. Sbagliare la link building può voler dire non solo essere indicizzati poco e male, ma addirittura essere completamente “bannati” da Google e, in quel caso, non è facile recuperare. Nel nostro caso, abbiamo il vantaggio di lavorare con editori partner che appartengono un network editoriale di cui noi stessi facciamo parte e con cui collaboriamo quotidianamente, quindi conosciamo a fondo la qualità e le caratteristiche di ogni sito dal quale parte ogni singolo link».

Cosa c’è oltre il link

Ovviamente una corretta pratica di link building non consiste solo nell’inserimento di una manciata di link all’interno di un sito autorevole, ma richiede, ad esempio, la creazione di appositi contenuti contestuali o di intere parti di sito e una costante analisi dei risultati ottenuti per massimizzare o eventualmente correggere le azioni messe in atto. Per  tale motivo, Link Building Italia, che può contare su un team di sei professionisti con esperienza decennale, ha un’apposita divisione dedicata agli aspetti di Content ManagementDigital pr e SEO Copywriting. Inoltre, tra i servizi offerti, direttamente o indirettamente correlati al link building, c’è anche la Brand Reputation, attività per la quale è fondamentale il posizionamento nella serp di Google.

Il presente e il futuro

Il destino della link building e più in generale della Seo, è legato a doppio filo all’algoritmo di indicizzazione di Google, che ne determina sia il campo da gioco, sia le regole. Tuttavia, possiamo pensare che, nonostante gli sviluppi nel campo dell’apprendimento automatico, la segnalazione di un sito da parte di un altro continuerà ad essere un parametro importante per l’algoritmo e che gli “aggiustamenti” che BigG emetterà in futuro saranno sempre più, come è stato in passato, nella direzione di sgombrare il campo da pratiche poco ortodosse. «I principi fondamentali della link building restano gli stessi dell’origine. Ci sono, ovviamente, aspetti differenti. Ad esempio, mentre in passato era importante il numero di link ottenuti, oggi per attuare una strategia di successo conta molto di più la loro qualità, che vuol dire capire quali link servono e dove farli puntare - spiega ancora Capiraso -. Si sono poi aggiornati gli strumenti e le metriche che si utilizzano ma soprattutto a essere cambiata è la mentalità dei attori coinvolti nella filiera. Dall’avvento di Penguin in poi, la maggior parte dei Seo manager ha progressivamente abbandonato alcune delle tecniche utilizzate fino a quel momento che comunque non avrebbero funzionato bene o, in ogni caso, hanno ormai un’ottica di breve».

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