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13/02/2019
di Alessandra La Rosa

IPG, bene il Q4 2018: il fatturato cresce del 13,3%

La holding pubblicitaria chiude l'anno con 8,03 miliardi di dollari di giro d'affari, in aumento del 7,5% sul 2017. Per il 2019 previsto un incremento più contenuto, tra il 2% e il 3%

Fine d'anno positiva per IPG. La holding pubblicitaria ha riportato nel quarto trimestre 2018 un aumento del fatturato netto del 13,3% a quota 2,41 miliardi di dollari, chiudendo un anno che l'ha portata a totalizzare 8,03 miliardi di dollari e un trend del +7,5% (nel 2017 erano 7,47 miliardi). La società ha inoltre registrato nel trimestre utili pari a 326,2 milioni di dollari (l'anno prima erano 252,3 milioni, +29%), dato che sale a 618,9 milioni per l'intero anno 2018 (554,4 milioni nel 2017). A livello organico la crescita è stata del 7,1%.  Con questi risultati, IPG ottiene dunque performance migliori rispetto ai suoi principali concorrenti che hanno già comunicato i dati di bilancio, ovvero Publicis e Omnicom, in attesa di vedere i dati di Havas e Wpp. «Complessivamente, il 2018 è stato un anno di successi, con risultati finanziari eccezionali, abbinati a significative acquisizioni che guardano al futuro - ha commentato il chairman e chief executive di IPG Michael Roth -. I nostri risultati ancora una volta dimostrano la forza della nostra offerta integrata focalizzata sul cliente, e la qualità dei nostri professionisti». La società, che tra le sue agenzie annovera McCann, FCB e Mullen Lowe Group, ha performato bene sia negli Stati Uniti (+6,3% di crescita organica dei ricavi) sia negli altri mercati (+8%), anche se recentemente ha dovuto fronteggiare una batosta: la perdita dell'account media di FCA in USA dopo 10 anni, a cui ha dovuto far fronte con importanti tagli allo staff di Detroit e che presumibilmente impatterà sui suoi futuri numeri. IPG si aspetta infatti nel 2019 una crescita più contenuta, tra il 2% e il 3%. Nei bilanci di quest'anno, però, dovrebbero farsi sentire i risultati di alcune importanti acquisizioni portate a termine dalla holding, come quella ad ottobre del business di data marketing di Acxiom il cui impatto si vedrà nei prossimi bilanci. «Se guardiamo alle previsioni del 2019 - ha dichiarato Roth -, lo facciamo con un robusto portafoglio di agenzie che toccano l'intera range di discipline e competenze del marketing, e che competono con successo sul mercato».

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