Il 2013 dei gruppi adv: Publicis fa il record, Ipg giù gli utili

Giornate di bilanci annuali per le principali holding della comunicazione (Wpp esclusa). Al di qua e al di là dell’oceano, la stagione è comunque da considerarsi positiva

di Lorenzo Mosciatti
17 febbraio 2014
maurice levy
Il chairman e ceo di Publicis Groupe, Maurice Lévy

E’ stato un 2013 da record per Publicis. Il gruppo pubblicitario francese ha registrato nel 2013 un nuovo massimo storico a livello di fatturato e di margini, ma la crescita organica è rimasta modesta a causa del rallentamento del ciclo economico dei Paesi emergenti nell’ultima parte dell’anno.

L’utile netto annuale si è infine attestato a 816 milioni di euro, in aumento dell’11,5% sul 2012 e il fatturato è salito a 6,95 miliardi di euro (+5,2%). I ricavi dell’ultimo trimestre del 2013 hanno raggiunto 1,92 miliardi, contro gli 1,89 miliardi dell’analogo periodo 2012.

“C’è stato un vuoto d’aria molto serio e la perdita di un 5,9% di volume d’affari – ha spiegato il presidente del gruppo, Maurice Lévy – ma pensiamo che sia puramente congiunturale, e non rimette in discussione il nostro piano di crescita”.

Tra le tendenze indicate a commento dei dati di bilancio, Publicis sottolinea i “segnali incoraggianti”, arrivati dall’Europa, con un leggero miglioramento in Francia e l’1,4% di crescita nel Regno Unito.

Per il 2014 il gruppo Publicis si dice “fiducioso sia per la crescita che per un nuovo miglioramento dei margini”, ricordando che la propria centrale ZenithOptimedia stima per quest’anno una crescita del 5,3% del mercato pubblicitario mondiale.

Riguardo alla fusione con Omnicom (che a sua volta ha chiuso il 2013 con revenue globali cresciute del 2,6%, a quota 14,6 miliardi di dollari, pari a circa 10,6 miliardi di euro), Lévy ha dichiarato che il progetto, “sta progredendo costantemente”. Originariamente prevista entro il primo trimestre, la fusione Publicis-Omnicom è stata rallentata dalla Cina, che non ha ancora dato il nulla osta all’operazione, che a questo punto potrebbe concludersi non prima del terzo trimestre.

Restando in Francia, il gruppo Havas archivia un 2013 sostanzialmente stabile. La società, controllata dalla famiglia Bolloré, ha chiuso il 2013 con un fatturato stabile a 1,77 miliardi di euro, rispetto a 1,79 miliardi dell’esercizio precedente.

Il gruppo presenta comunque una crescita organica di segno positivo, che si colloca al +1% nell’anno in virtù di un buon +1,6% nel solo quarto trimestre. “Questo miglioramento è stato possibile grazie ad una solida performance in Europa e ad una crescita sostenuta nell’area dell’Asia del Pacifico. L’attività nord americana si riprende progressivamente forte di un nuovo management e di un marcato dinamismo commerciale”, ha commentato in una nota Yannick Bolloré, succeduto al padre Vincent alla presidenza della società. Per il 2014, la società annuncia un obiettivo interno di crescita “superiore a quella realizzata nel 2013”.

Dall’altra parte dell’oceano, invece, Interpublic presenta un bilancio interlocutorio, con fatturato in crescita ma utili in calo rispetto al 2012 sia nel Q4 sia nell’intero anno.

Rispetto agli stessi periodi del 2012, il fatturato è cresciuto del 3% nel Q4, arrivando a 2,12 miliardi di dollari (pari a circa 1,5 miliardi di euro), e del 2% a livello annuo, per un totale di 7,12 miliardi di dollari (pari a circa 5,2 miliardi di euro).

Nonostante questi dati positivi, l’utile netto nel 2013 si è fermato a 259,2 milioni di dollari, circa 189 milioni di euro (da 435,1 milioni di dollari nel 2012, pari a 317 milioni di euro circa). Considerando solo l’ultimo trimestre, l’utile netto è sceso da 313,3 milioni di dollari nel 2012 (228,6 mln di euro) a 193,1 milioni dollari nel 2013 (140 mln di euro circa).

Sui conti pesano una ristrutturazione del capitale del valore di 61 milioni dollari (44,5 mln di euro) effettuata nel Q4 e l’andamento lento del mercato europeo, nonostante Ipg sia una realtà Americo-centrica. Il vecchio continente fornisce a IPG circa l’11 per cento del fatturato totale, contro il 56% degli Stati Uniti.

“I risultati in Europa sono scesi al di sotto delle nostre aspettative e hanno avuto un impatto importante sulla redditività complessiva”, ha ammesso il ceo di Interpublic Michael Roth in un comunicato emesso dalla società, specificando che la società ha intrapreso una strategia di riduzione dei costi, mirata proprio a “riallineare” i conti nell’Europa continentale.

Complessivamente, la stagione dei principali gruppi della comunicazione è quindi da considerarsi sostanzialmente stabile, se non positiva. Un bilancio definitivo si potrà trarre con i dati definitivi di Wpp, che ancora mancano all’appello.

 

 

 

 

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