Social influencer marketing: Hoopygang si associa allo IAP

La tech company dedicata al social influencer marketing conferma così l’impegno in favore della trasparenza dell’ecosistema. Il Ceo Sordi: «Vogliamo farci promotori delle regole dell’Istituto»

di Teresa Nappi
12 dicembre 2018
Adrian-Doron Sordi-hoopygang
Adrian-Doron Sordi

Dopo la TBS Crew di Chiara Ferragni e Open Influence (leggi qui l’articolo dedicato), l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria registra l’ingresso di un nuovo socio sostenitore tra le società/agenzie impegnate nell’ambito dell’influencer marketing: si tratta di Hoopygang, tech company dedicata al social influencer marketing.

L’azienda, con questa decisione, ribadisce un sempre maggiore impegno in favore della trasparenza dell’ecosistema che coinvolge brand, agenzie e content creator.

Con l’aumentare degli investimenti nel settore del social influencer marketing, che si stima arriveranno a un miliardo di dollari a livello globale sul finire del 2018, sono molti gli operatori, tra brand, agenzie media, influencer e content creator che sono entrati nell’ecosistema.

Alcuni di essi sono però tuttora inconsapevoli degli obblighi di trasparenza che lo IAP ha stilato sull’esempio della Federal Trade Commission americana (leggi qui l’articolo dedicato).

Le iniziative dello IAP in tema influencer marketing

Considerate le criticità che si sono venute a creare con la grande espansione del social influencer marketing, l’Istituto si è occupato in prima persona della questione, stilando nel 2016 una Digital Chart con le prime linee guida per la regolamentazione della pubblicità online generata attraverso endorsement, user generated content e influencer marketing.

Alla prima stesura è poi succeduta una seconda release nel 2017.

Lo scopo è quello di rendere sempre più trasparente la comunicazione pubblicitaria tutelando al contempo sia la brand safety aziendale, sia quella personale di molti creator.

«È di fondamentale importanza che aziende come la nostra si facciano promotrici delle regole di trasparenza stilate da IAP», ha dichiarato Adrian-Doron Sordi, Ceo e co-Founder di Hoopygang. «Solo così si riescono a sensibilizzare tutti gli operatori del settore,  dai content creator fino ai brand che li ingaggiano.»

La ricerca della trasparenza è fondamentale

Hoopygang si affianca dunque ad altre aziende del settore, come Open Influence e la TBS Crew di Chiara Ferragni.

«Al contrario di quanto si possa credere, essere trasparenti circa le proprie collaborazioni non è affatto un deficit per il profilo di un creator, anzi», spiega Sheila Salvato, Cco e co-Founder di Hoopygang. «Il rapporto di fiducia con i propri follower viene salvaguardato, andando a sostenere la relazione che si è instaurata con loro negli anni».

Nell’ultimo anno si è vista una crescita importante dei post che hanno fatto uso di hashtag come #Ad, #sponsored o #incollaborazionecon, ma solo instaurando un clima di fiducia tra brand, agenzie e content creator e operando con un obiettivo comune si riuscirà a rendere completamente trasparente e corretta la comunicazione pubblicitaria digitale.

Con un team di 10 risorse e due uffici a Milano e Firenze, Hoopygang lavora a stretto contatto con i suoi clienti, tra cui Sony Music, Aruba, Sisal, Gameloft, Pernod Ricard, TimeOne e GroupM, supportando le loro strategie di comunicazione con programmi di social influencer marketing sviluppati nel rispetto delle regole di trasparenza pubblicitaria e delle linee guida sul branded content.

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