GroupM, il 2017 parte da 1,7 miliardi di amministrato. Ora focus sul new business

Massimo Beduschi, Ceo e Presidente media holding di WPP in Italia, fa il punto sugli obiettivi del nuovo anno, nel corso del quale punta a crescere attraverso nuove acquisizioni. Tra le gare in vista, Ferrero e L’Oréal, mentre proseguono i pitch PSA, Huawei e Amplifon

di Simone Freddi
13 marzo 2017
Massimo Beduschi-GroupM
Massimo Beduschi, Ceo e Presidente GroupM

Dare vita a sinergie, migliorare i processi organizzativi e valorizzare, anche a livello di comunicazione, i molti investimenti fatti in termini di prodotti e tecnologie proprietarie come l’ultima nata Mathilde, che segna l’ingresso di GroupM nell’era del Machine Learning (qui l’articolo dedicato).

Così Massimo Beduschi, Ceo e Chairman in Italia della media holding di WPP, sintetizza i punti chiave della strategia 2017 della società, che punta decisamente a “rifarsi” dopo un anno segnato da molte, importanti gare giocate “in difesa” dalle centrali del Gruppo. La perdita di clienti come Volkswagen, Fiat e Telecom Italia, infatti, ha portato a una chiusura d’anno inevitabilmente segnata da un «saldo negativo importante» nell’amministrato complessivo, che le vittorie pur importanti nelle gare Toyota, Costa Crociere (ed MSC, a quanto ci risulta) non sono riuscite a compensare del tutto.

«Con le gare ancore aperte di Huawei e Amplifon (la prima gestita da Maxus, la seconda da MEC, ndr) si chiude la lista di quelle in cui siamo in difesa e potremo finalmente concentrarci sul new business», ci ha detto Beduschi alludendo a possibili nuove consultazioni in rampa di lancio. Oltre che nella gara BMW, GroupM è coinvolta con una sua centrale anche nella gara PSA. E poi, dietro l’angolo ci potrebbero essere altre occasioni, considerando che due clienti di primissimo piano come Ferrero e L‘Oréal quest’anno vanno in scadenza di rapporto con le rispettive centrali (rispettivamente Blue 449 e Zenith) e secondo rumors di mercato potrebbero mettere in gara l’incarico media entro la primavera.

L’uscita di alcuni clienti dal portafoglio, ha poi sottolineato il Ceo e Chairman di GroupM, non ha messo in discussione la leadership della struttura nel mercato media italiano, dove «apriamo il 2017 con complessivamente 1,7 miliardi di amministrato, con una quota di mercato del 35%-40%, più che doppia rispetto ai nostri primi competitor».

Il tutto in un anno che per il mercato pubblicitario italiano sembra potersi avviare verso un andamento lievemente positivo a livello di spesa da parte delle imprese. Le prime stime elaborate da GroupM, come ci ha detto Norina Buscone, vice president di GroupM Research, vedono per il 2017 una chiusura intorno al +1,4%, dato tutto sommato positivo visto che si confronta con un 2016 che ha ospitato Europei di Calcio e Olimpiadi.

Come sempre, la dinamica complessiva del mercato risulterà da un mix di tendenze diverse tra i vari mezzi: quello quantitativamente ancora più importante, la tv, dovrebbe chiudere l’anno flat (confermandosi quindi solidissima, visto il “gap” di circa 60 milioni che Rai e Sky hanno incassato nel 2016 con i grandi eventi sportivi). In terreno positivo dovrebbero trovarsi ancora la radio (attorno all’1,5%, secondo Norina Buscone) e internet, che sarà il mezzo più dinamico con un +7%.

A trainare il mercato della pubblicità digital saranno sempre i big player internazionali, ma la novità di quest’anno secondo GroupM potrebbe essere il ritorno alla crescita, già manifestatasi a gennaio, delle concessionarie “tradizionali” del perimetro FCP-Assointernet. «I publisher “tradizionali” potranno beneficiare della loro solidità rispetto a temi attualmente di forte attualità come la qualità dell’inventory e l’ad fraud», ha commentato in proposito Norina Buscone.

Secondo la società di WPP la stampa non riuscirà invece a evitare un altro anno di raccolta pubblicitaria in calo, così come potrebbe accadere anche per l’Outdoor, mezzo per il quale i primi segnali dell’anno, ha detto la vice president di GroupM Research, «non sono incoraggianti».

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