Find compie quattro anni e chiude il 2016 con +30% di fatturato

Il fondatore, Marco Loguercio: «Find è nata per essere una realtà di eccellenza del search marketing ed è proprio in quest’ottica che stiamo organizzando e strutturando la crescita dell’agenzia»

di Caterina Varpi
27 giugno 2017
Marco-Loguercio-FIND
Marco Loguercio

Find festeggia i primi quattro anni con il fatturato in crescita e diverse novità.

Nel 2016 l’agenzia di search marketing fondata e guidata da Marco Loguercio ha registrato, comunica la stessa realtà, una crescita del 30% del fatturato e del 10% degli utili rispetto all’anno precedente, tassi di crescita che si stanno ripetendo anche nel confronto tra il primo semestre 2016 e la previsione di chiusura dello stesso periodo 2017. Anche il portafoglio clienti è cresciuto con nomi del settore dell’alimentazione, dell’energia e della moda.

Loguercio commenta: «È vero, nel 2016 fatturato e utili sono cresciuti, a dimostrazione della solidità del nostro business e della fiducia che i nostri clienti ripongono in Find e nelle persone che ne fanno parte. Ma in questo momento i miei indicatori sono più qualitativi che semplicemente numerici e se il fatturato cresce è solo perché stiamo lavorando bene nel portare valore, oltre che risultati, ai nostri clienti, non per strategie aggressive di new business, visto che non abbiamo nemmeno una ‘forza vendita’. I progetti arrivano, spesso per chiamata diretta, grazie al passaparola e all’opinione positiva che oggi molti addetti ai lavori hanno di Find e del suo operato. Questo genera aspettative molto elevate su di noi: Find è nata per essere una realtà di eccellenza del search marketing ed è proprio in quest’ottica che stiamo organizzando e strutturando la crescita dell’agenzia».

Il percorso che sta seguendo l’agenzia è quello di crescere mantenendo però una dimensione e un approccio da agenzia “boutique”, che punta più ai risultati e alla soddisfazione dei clienti che non al fatturato: «E’ il bello di essere indipendenti – afferma Loguercio -, cosa che ci consente di poter improntare una crescita sana con un orizzonte temporale di lungo periodo, senza avere soci o investitori che stressino puntando al risultato economico nel breve o alla massimizzazione della redditività a discapito di chi poi operativamente lavora sui progetti. Dall’inizio del 2017 abbiamo ad esempio iniziato una campagna di recruitment di figure di esperienza per poter seguire ancora meglio le realtà che affidano a noi il presidio della search, visto che i clienti non si aspettano da noi solo risultati ma anche un supporto consulenziale proattivo, che li guidi e li aiuti anche a comprendere lo scenario in cui operiamo assieme. Una crescita comunque graduale, pochi inserimenti mirati alla volta, in modo da poterli inserire al meglio nel nostro modo di vivere ciò che facciamo, così da avere sempre il massimo controllo sulla qualità e sui risultati. La soddisfazione più grande del recruitment, che in quest’ambito non è mai facile, è vedere che comunque sempre più specialisti ci contattano con l’ambizione di lavorare in Find, a dimostrazione di come evidentemente il nostro approccio piaccia non solo ai clienti ma anche a chi vuole partecipare in prima persona al successo dei progetti che gestiamo, dando attivamente il suo contributo».

Per quanto riguarda i prossimi obiettivi dell’agenzia, «L’obiettivo di Find è sempre quello di rimanere focalizzati su ciò che sappiamo fare meglio, per integrare la search nel DNA dei clienti, perché ormai le ricerche nei motori spaziano a 360° e tutto quello che un’azienda fa, comunica, pubblicizza, così come tutto quello che di un’azienda si dice può diventare una ricerca nei motori: la qualità delle informazioni che troveranno quanti sono attivamente impegnati a informarsi sarà decisivo per le sorti di un business. Sempre più aziende lo stanno fortunatamente comprendendo in maniera seria, tanto è vero che accompagniamo molte realtà già dalla fase di definizione del business, per poi passare a supporti più specifici nella definizione dell’architettura informativa di un sito, delle schede prodotto, dell’approccio al copywriting… senza dimenticare tutta la parte di search advertising, sempre più sofisticato grazie alle approfondite possibilità di targetizzazione e segmentazione, e la fondamentale parte di analisi e intelligence sui dati. La nostra volontà di rimanere ‘boutique’ e seguire al meglio un numero limitato di clienti è dettata anche dal fatto che non sarebbe possibile ‘industrializzare’ o affidare a software e algoritmi questo approccio ancora molto sartoriale. E quando mi chiedono di che cosa io sia più orgoglioso di questo percorso di Find, io risponderò sempre ‘delle persone che ne fanno parte’».

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