Earth Hour 2017, un successo “dal basso” con Userfarm. Pénot: «Dalla creatività agli insight: tutti i plus del video crowd sourcing»

Oltre 400 filmmaker hanno risposto alla call aperta dalla piattaforma per supportare l’evento del WWF. Il Ceo: «L’intelligenza diffusa offre molti vantaggi anche nell’ambito della comunicazione»

di Simone Freddi
27 marzo 2017
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Frederik Pénot, ceo di Userfarm

Si è conclusa nelle Isole Cook dopo aver toccato 187 paesi, l’Earth Hour, la grande “ola planetaria” di luci simbolicamente spente contro il cambiamento climatico, organizzata dal WWF.

Giunta alla sua decima edizione, l’Ora della Terra “è stato l’evento mondiale per il clima più grande di sempre”, ha fatto sapere l’organizzazione ambientalista, ed ha battuto ogni record di partecipazione. Un dato su tutti: tra sabato e domenica, il tempo necessario nostro Pianeta per compiere una rotazione completa sul proprio asse, oltre 3.000 icone, dal Big Ben al London Eye, dalla Tour Eiffel all’Empire State Building, insieme a Colosseo, San Pietro e Arena di Verona sono rimaste al buio per un’ora.

Un successo dietro al quale c’è anche Userfarm. La piattaforma globale di video crowd sourcing, infatti, ha deciso di supportare il WWF come “movimento dal basso”, mobilitando la propria community di creativi con la call “Millions Reasons to Take Actions”.

«Dal Canada all’Italia, dalla Siberia al Regno Unito, la risposta della nostra crowd è stata sorprendente, con oltre 400 videomaker che hanno raccolto la sfida, a conferma del fatto che il cambiamento climatico è una tema che tocca davvero le coscienze delle persone, in ogni parte del mondo», ci ha detto Frederik Pénot, Ceo di Userfarm.

La community di filmmaker di Userfarm è stata in grado di creare una grande quantità di video ognuno diverso per genere e per tecnica di ripresa, ma tutti uniti da un unico messaggio: prendere parte al movimento globale contro i cambiamenti climatici.

La grande risposta della “crowd” ha reso necessaria una prima scrematura da parte del team di Userfarm. «Abbiamo selezionato per il WWF una lista di circa 35 video, otto tra i quali sono stati scelti dall’organizzazione e utilizzati per la promozione dell’evento attraverso i social media» ci ha raccontato Penot. «Grazie alla qualità dei filmati e alla partecipazione degli utenti di Facebook, abbiamo portato l’Earth Hour nelle bacheche di tantissime persone che non lo conoscevano, e tenuta alta l’attenzione di chi già aderiva alla causa».

Questa prima fase di promozione ha anche permesso al WWF di testare il potenziale degli otto video, tre dei quali verranno ora comprati, diventando a tutti gli effetti parte del patrimonio della manifestazione. «E’ uno dei vantaggi del “social media package” di Userfarm: i brand possono testare i video sui social network per vedere quelli che hanno le maggiori potenzialità virali, magari per usarli poi di nuovo anche a vantaggio della comunicazione classica», sottolinea Penot.

Il video crowd sourcing di Userfarm offre infatti ad aziende e organizzazioni la possibilità di accedere, anche nella comunicazione, alle risorse offerte dall’”intelligenza diffusa“, come accade con successo in molti campi, dall’informatica alla medicina. «Le esigenze di marketing a cui il video crowd sourcing può offrire una valida risposta – spiega il Ceo dell’azienda – sono molteplici: si va dalla creazione di video per i social network, agli insight che si possono ottenere testando la risposta di centinaia di filmmaker in tutto il mondo su prodotti, marchi e tendenze in modo originale e creativo e all’insegna del sentiment dal basso».

Potenzialità che già oggi sono colte da brand importanti come Kinder, Nespresso, Disneyland Paris, Pasta Garofalo, Arena. Marchi molto diversi tra loro, il cui tratto comune è quello di «avere avviato un serio percorso di apertura e maturazione verso il digital, a partire dal senior management. Il video online è molto cresciuto, crescerà ancora, ma il punto chiave forse è quello di comprendere che i vantaggi dell’online si massimizzano quando si combinano in modo intelligente con la creatività e i mezzi classici», conclude Penot.

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