Doing rinnova l’organizzazione interna e punta a oltre 30 milioni di ricavi nel 2018

L’agenzia di consulenza digitale fondata e guidata da Diego Chiavarelli continua a crescere focalizzandosi su tecnologia e dati. In espansione il portafoglio clienti. Il General Manager Cremonini: «Al vaglio acquisizioni nell’Intelligenza Artificiale»

di Cosimo Vestito
12 luglio 2018
doing
Da sinistra Simone Cremonini, Diego Chiavarelli, Andrea Denaro, Marco Massarotto e Paolo Giordano

Dopo aver chiuso un primo semestre in linea con gli obiettivi prefissati, Doing punta a superare la soglia dei 30 milioni di euro di ricavi per il 2018, anche in virtù dei benefici tratti da una nuova organizzazione interna.

L’agenzia di consulenza digitale ha infatti ridefinito il proprio organigramma, abbandonando il modello a matrice in favore di uno più agile e flessibile. Nello specifico, il modello matriciale prevedeva una maggiore gerarchizzazione dei ruoli e delle competenze, con persone chiave a capo dei singoli reparti (creatività, contenuti, social media, data analysis & intelligence, ecc.), mentre secondo l’assetto appena istituito le persone sono raggruppate a seconda della tipologia di progetto in dieci business team autonomi, dotati di un alto grado di integrazione tra i loro componenti.

«Considerato il grado di maturazione ormai raggiunto dalla nostra società, il modello a matrice cominciava a mostrare i suoi limiti, sotto il profilo della reattività come sotto quello della coordinazione. Per questo, dal primo luglio, abbiamo deciso di adottare questa nuova struttura organizzativa, che riteniamo possa garantire maggiore efficienza e crescita del business promuovendo al contempo la multidisciplinarità dei nostri collaboratori», ha spiegato Diego Chiavarelli, Ceo & Fondatore di Doing, in un incontro con la stampa.

Si allarga il portafoglio clienti di Doing

L’agenzia conta circa cento aziende clienti attive all’anno, dieci delle quali costituiscono la principale fonte di introiti. Tra queste figurano la compagnia di noleggio flotte auto Ald, Philip Morris, Treccani, per cui Doing ha ridefinito il business attraverso soluzioni per la monetizzazione del traffico e la content syndication, e Generali, per cui ha curato la comunicazione corporate, business-to-employee e business-to-consumer.

Alcuni clienti entrati nel portafoglio dall’inizio dell’anno sono Dompé, Fico, il parco del cibo di Eataly, di cui Doing cura i social network, Ritter Sport (leggi l’articolo dedicato) e Cassa Depositi e Prestiti. È stata inoltre annunciata, nell’ambito dell’incarico relativo alla gestione della branded community di Leroy Merlin, una collaborazione con la piattaforma Lithium. Per quanto riguarda gli eventi, altro settore in cui Doing è attiva, l’agenzia si sta preparando per concorrere alla gestione di alcuni progetti legati alle Olimpiadi di Tokyo e dell’Expo di Dubai, mercato in cui è già presente con un ufficio.

I vertici hanno fatto sapere che l’agenzia è al momento impegnata in alcune gare, sottolineando al contempo che se negli anni precedenti l’obiettivo primario era il new business, adesso il focus della società è sul rafforzamento e il consolidamento degli incarichi già ottenuti.

La crescita passa per l’IA

Intelligenza artificiale, owned media, distribuzione dei contenuti, formazione nelle competenze tecnologiche e comunicazione business-to-employee sono gli ambiti su cui attualmente sta puntando la struttura: «Dopo aver raggiunto un elevato livello di crescita, sia in maniera organica che non organica, stiamo a riflettendo sulla futura evoluzione nostra e di tutto il mercato. L’implementazione di soluzioni tecnologiche, in particolare di IA, costituisce un’importante opportunità di sviluppo per scalare significativamente il nostro business; per questo ragione consideriamo sia l’assunzione di nuove figure specializzate, sia l’acquisizione di realtà già operanti nel settore», ha commentato Simone Cremonini, General Manager di Doing.

Pur con l’intenzione di conservare la sua identità di boutique agile e completa nei servizi offerti, l’agenzia intende compiere il salto decisivo ambendo a raggiungere in futuro un fatturato di cento milioni di euro. L’interrogativo a tal proposito riguarda le modalità: al momento le ipotesi considerate, ossia la quotazione in borsa e l’acquisizione di altre società, sono valutate con attenzione dal management: «Quali che siano le nostre mosse future, saranno comunque subordinate ai nostri piani di business e alla crescita umana e professionale dei nostri dipendenti. E coerentemente con i nostri obiettivi, stiamo attualmente sperimentando nuovi modelli di business che contemplano la compartecipazione con le aziende clienti al lavoro sui progetti commissionati e la condivisione dei ricavi ottenuti, secondo la logica del revenue share», ha concluso Cremonini.

Doing, che ha chiuso il 2017 con un fatturato di oltre 28 milioni di euro, ha assunto negli ultimi mesi circa 40 professionisti, tra cui spicca il primo responsabile marketing dell’agenzia, Dario Martelli.

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