COVID-19: VA Consulting, il nuovo ruolo dell’industria pubblicitaria

Obiettivi di forza, efficientare le operazioni di comunicazione e orientamento all’innovazione: i consigli della società specializzata in production advisory & cost control per affrontare la crisi in modo proattivo

di Andrea Di Domenico
25 marzo 2020
VA-Consulting

La velocità e la diffusione globale del Coronavirus hanno portato ad un enorme cambiamento nel comportamento delle persone, che operano con nuovi schemi non più prevedibili.

Lo testimoniano in primis diverse e nuove modalità di lavoro, come lo smart working: non molto tempo fa a lavorare da casa in Italia era il 2% dei dipendenti italiani, oggi questa percentuale è in netta ed esponenziale crescita, coinvolgendo anche chi si occupa, a vario titolo, delle dinamiche del mondo pubblicitario.

Parola d’ordine anche per i brand è “flessibilità”.

In che modo il mondo dell’advertising si adatta alle mutate esigenze mondo COVID-19 dei clienti?

In tempi così infausti come quelli che stanno avvenendo a seguito dell’emergenza sanitaria, la scelta verso la quale tendere è ottimizzare gli investimenti per resistere alla tempesta.

I brand possono davvero fare la differenza, offrendo una visione positiva e trainante nelle variate abitudini dei consumatori. È questo il consiglio di VA Consulting, società che offre consulenza alle aziende nell’ambito dell’ottimizzazione degli investimenti di marketing.

«In questo contesto – spiega il Ceo Alessandro Arbitrio – il must have è massimizzare l’efficienza delle operazioni di marketing e comunicazione, valutando nel modo più adeguato gli investimenti e i canali da utilizzare. Le gare e la selezione delle agenzie creative, le produzioni di spot televisivi e gli shooting, gli eventi e le campagne stampa sono state cancellati o posticipati. Questo però non preclude che si possano trovare delle nuove opportunità per comunicare attraverso i canali digitali».

Alessandro Arbitrio
Alessandro Arbitrio

La transizione verso alternative virtuali è già evidente: l’esplosione dei consumi digitali (dalla produttività alle chat) con punte in ambito news e video anche del +50% e l’exploit dell’e-commerce che, rispetto allo scorso anno, aumenta anche del 20% a parità di bacino, ne sono la prova. Sempre più società mettono a disposizione i propri servizi attraverso app e tool digitali, che consentono l’operatività dei sistemi e la sicurezza di clienti e dipendenti.

«La storia dimostra che i brand hanno la capacità di superare situazioni difficili – continua il manager -. Alcuni marchi hanno affrontato con coraggio i momenti di crisi attraverso innovazione, relazione con i clienti, modelli di prezzi alternativi e trasparenza nelle comunicazioni, mentre molti dei loro concorrenti hanno smesso di comunicare o sono rimasti fedeli ai vecchi modelli di business senza investire nella relazione con i consumatori e perdendone cosi la fiducia».

Tagliare il budget per alcune realtà in questo momento potrebbe essere controproducente, ottimizzarlo o riallocarlo invece potrebbe fare la differenza in ottica futura. «Il nostro ruolo oggi di production advisory & cost control, è ancor di più quello di supportare i nostri clienti, fornendo loro i giusti strumenti per contenere i costi, aiutandoli ad emergere e ad adattarsi in un così difficile e infausto periodo di cambiamento», conclude Alessandro Arbitrio.

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