Conversion lancia un nuovo strumento di drive to store e conversione

L’agenzia di cui sono soci Alberto Rossi, Francesco Nenna e Sergio Spaccavento ha sviluppato un’inedita strategia di generazione di traffico

di Lorenzo Mosciatti
19 gennaio 2017
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Da sinistra, Francesco Nenna, Alberto Rossi e Sergio Spaccavento

Conversion lancia sul mercato un nuovo strumento di drive to store e conversione a servizio dei brand. In piena coerenza con la sua mission d’agenzia, omnicanalità e conversione, e grazie alla tecnologia, l’agenzia di cui sono soci Alberto Rossi, Francesco Nenna e Sergio Spaccavento ha sviluppato una nuova strategia di generazione di traffico e conversione, valida per qualunque brand e qualunque canale di vendita.

L’obiettivo principale è sempre il sell out, che in questo caso può essere ulteriormente migliorato attraverso una strategia ed un tool capace di ricavare il massimo risultato dal reach e dal traffico generato attraverso campagne drive to store. Tutti i contatti possono finalmente essere monitorati e seguiti nel tempo con comunicazioni ad hoc che aumentano le probabilità di conversione.

Ne parla a Engage Alberto Rossi, Ceo di Conversion, intervistato per capire meglio come funziona questa nuova strategia e quali sono le sue potenzialità.

Quali sono gli strumenti che l’agenzia mette a disposizione delle aziende clienti perché una campagna drive to store sia realmente efficace?

Fino a ieri ci si limitava alle sole promozioni in-store, oggi chi conosce la materia, ha esperienza ed una visione contemporanea, le integra con campagne di drive to store ed engagement digitali. Una campagna drive to store che possa già essere valutata di successo deve contenere alcuni ingredienti imprescindibili:
1- Deve partire da un engagement capace di agganciare l’attenzione del target potenziale in un contesto affollato come quello del web
2- Per poterlo agganciare, la creatività dell’engagement deve essere nativa, quindi pensata secondo le regole del web e dei social media e non tanto seguendo il tone of voice e le finalità commerciali e promozionali. Non deve essere un volantino promozionale online per intenderci.
3- L’engagement deve anche contenere un invito o un incentivo a proseguire la relazione con il brand iniziata online, anche in-store.

E ciò è tutto quello che una marca contemporanea ed una buona agenzia omnichannel riescono a fare fino ad ora. Tuttavia, ad un certo punto, ci è venuto naturale chiederci che fine fanno tutti i contatti che riusciamo a mandare nel punto vendita con una buona campagna di drive to store. Si convertono davvero in acquisti? E chi non acquista come può essere ricontattato? Tutto questo non è mai stato monitorato e monitorabile finora. Ecco perché in piena coerenza con la nostra mission d’agenzia, omnicanalità e conversione, e grazie alla tecnologia, abbiamo sviluppato una nuova strategia di drive to store e conversione, valida per qualunque brand e qualunque canale di vendita.

Quali sono le peculiarità distintive del nuovo strumento di drive to store che state lanciando sul mercato?

Per una spiegazione veloce abbiamo anche sviluppato un video che ne spiega i passaggi fondamentali. Per essere precisi, non si tratta solamente di uno strumento di drive to store, esso ha un duplice obiettivo: portare traffico e convertirlo.

Sono tre gli step virtuosi di questo nuovo tool che cambierà le attività del 2017 massimizzando traffico e conversione:
1 – una campagna di drive to store , secondo le regole di efficacia già descritte prima.
2 – un engagement per stimolare il check-in in-store e spingere all’acquisto.
3 – infine, grazie ad opportuno tracciamento, potranno seguire attività di retargeting e comunicazioni mirate per convertire successivamente i contatti.

Come anticipato, si tratta dunque di uno strumento di completamento di ciò che già si fa oggi. Servirà quindi sempre una campagna di drive to store ed un incentivo all’acquisto nel punto vendita. Ciò che cambierà sarà lo strumento che Conversion ha concepito per integrare queste due iniziative. Infatti, grazie all’azione di check-in con la quale stimoleremo lo shopper a compiere, sarà possibile tracciare ogni sua azione da quel momento in poi. Ciò garantisce la possibilità di mantenere la relazione con messaggi personalizzati e continuare a stimolare la conversione con attività di retargeting successive.

Il nuovo strumento è già stato adottato da alcuni dei vostri clienti?

E’ una novità sul mercato, non ci sono ancora case history. Conversion è tra le prime agenzie italiane a utilizzare uno strumento di tracciamento specifico per una dinamica di drive to store, per stimolare un dialogo sempre più fertile tra brand e consumatore. Un organico capace, tecnologia all’avanguardia e tools giusti consentono di fare conversione e portare il consumatore a un altro livello di shopping experience, sempre più personalizzata, rilevante e vicina. Possiamo solo dire che alcuni brand e retailer hanno mostrato un grande interesse per questo strumento, perchè capiscono come possa davvero cambiare le regole del gioco rendendo tutto più monirato, misurabile e controllabile in termini di comunicazione e relazione orientate alla conversione.

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