Per Conversion Agency primo trimestre a +15%

Dopo essere stata scelta e riconfermata da aziende top di gamma, l’agenzia può ben guardare al 2017, nel corso del quale sono stati annunciati importanti lanci. Si tratterà di «strumenti innovativi di drive to store e conversione», spiega Alberto Rossi

di Teresa Nappi
10 aprile 2017
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Da sinistra, Francesco Nenna, Alberto Rossi e Sergio Spaccavento

Conversion, dopo un 2016 in crescita – team, uffici, fatturato, clienti e progetti in aumento – continua la sua ascesa e chiude anche il Q1 al +15%.

L’anno passato è servito a Conversion per consolidare il proprio posizionamento di omnichannel engagement agency, per presentarsi al mercato e cominciare a raccoglierne i frutti. E di frutti ne sono stati raccolti parecchi. Molte le aziende di alto livello che hanno dato fiducia a Conversion e hanno potuto apprezzare l’efficacia del nuovo approccio, come spiega il General Manager, Francesco Nenna: «Possiamo dire di averlo sperimentato con le più svariate categorie merceologiche e con risultati eccellenti in tutti i casi: food, beverage, consumer electronics, giochi e intrattenimento, settore bancario e perfino no profit. Per citarne solo alcuni Heinz, Nestlè, Lactalis, Heineken, Coca-Cola, Pernod, Sony, Huawei, Infinity, Disney, Hasbro, Fideuram sono i clienti con i quali abbiamo collaborato nel 2016 e continuiamo a collaborare nel 2017. Ciò significa che l’approccio di un engagement omnicanale e orientato alla conversione funziona e paga con tutti i target e tipologie di brand».

Sergio Spaccavento, Direttore Creativo Esecutivo, aggiunge: «Per vincere le gare e sviluppare progetti di successo sono stati due i fattori chiave: da una parte l’integrazione dei touch point in un piano di comunicazione che parlasse in modo fluido al target senza frizioni tra canali, ma allo stesso tempo la capacità di sviluppare una creatività di tipo “nativo” e cioè che sapesse tenere conto delle peculiarità e delle potenzialità, per definizioni differenti, di ciascun touch point. Nonostante l’orientamento all’integrazione sia un must, non si può dimenticare che il digital segue le sue regole, il punto vendita altre e gli eventi altre ancora. Saper valorizzare le differenze in una piano omogeneo e integrato agli occhi del consumatore è la nostra grande sfida e anche il nostro punto di forza».

Il percorso di crescita sembra però essere solo all’inizio, come spiega Alberto Rossi, Ceo: «Conversion negli ultimi mesi ha già dato prova di una grande capacità di rinnovamento, ma alla velocità in cui vanno consumatori e tecnologia oggi, non è concesso fermarsi. Ecco perché il cambiamento è diventato parte del nostro DNA e continuiamo a cercare di individuare strumenti, asset, persone che portino continuamente crescita ed evoluzione al nostro interno. Non solo in termini di touch point, sui quali siamo già ben posizionati, potendo contare su competenze verticali e integrate in shopper marketing, eventi e digital. Parlo anche e soprattutto di strumenti. Già quest’anno, infatti, abbiamo altre importanti novità che parlano di engagement sempre più tecnologici, modelli innovativi di drive to store e conversione, nuovi tool per un approccio ai progetti sempre più data driven e orientati a risultati sempre più misurabili».

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