comScore completa il merger con Rentrak. E il logo si evolve

Nasce così una nuova società per l’analisi crossmediale detenuta per i due terzi da comScore. L’operazione è valutata 771 milioni di dollari. Serge Matta, amministratore delegato di comScore, guida la nuova sigla, attiva in più di 75 Paesi

di Caterina Varpi
01 febbraio 2016
comscore-logo-2016

comScore ha comunicato il completamento del merger con Rentrak: nasce così una nuova società per l’analisi crossmediale detenuta per i due terzi da comScore. L’annuncio dell’operazione, valutata 771 milioni di dollari, era stato dato a settembre (leggi l’articolo dedicato).

Il logo di comScore sembra visivamente cambiato: restano gli stessi colori, a testimonianza della continuità, ma vengono riprese le linee del logo di Rentrak.

La fusione va nella direzione della crossmedialità, verso cui ComScore sta già guardando da tempo, ponendosi come un competitor sempre più rilevante per Nielsen. Rentrak, infatti, è specializzata nella misurazione della fruizione dei contenuti, di entertainment in particolare, tra le diverse piattaforme, dal cinema all’home video passando per la tv tradizionale e digitale.

Serge Matta, amministratore delegato di comScore, guida la nuova società mentre Bill Livek, ex amministratore delegato di Rentrakè diventato executive vice president e president di comScore.

La nuova società è attiva in più di 75 paesi. Negli Stati Uniti, comScore misurerà il comportamento degli utenti su più di 260 milioni di schermi desktop, 160 milioni di cellulari, 95 milioni di tablet, 40 milioni di tv, 120 milioni di schermi di video-on-demand, e 40.000 schermi cinema.

Intanto, l’operazione sta già dando i suoi frutti. comScore è al lavoro per realizzare il Total Home Panel, che combina i servizi di entrambe le realtà sul mercato americano, catturando qualsiasi attività che avviene all’interno di una casa come traffico IP, dall’uso del tablet a quello dello smartphone, per arrivare alla Xbox.

«Il merger riunisce due grandi società imprenditoriali che hanno inventato i loro rispettivi campi e le loro rispettive metriche di analisi – ha commentato Matta. – Entrambe sono stati spinti a creare piattaforme tecnologiche innovative che utilizzano i dati in scala massiccia per misurare il comportamento dei consumatori, sempre più frammentato. Insieme, questi due principali architetti del futuro multiscreen forniranno le analisi crossmediali, richieste da tanto tempo dal mercato».

«L’industria dei media non si può più misurare con campioni delle migliaia di famiglie o individui – ha detto Livek. – Le soluzioni di cui i nostri clienti hanno bisogno devono essere basate su enormi quantità di informazioni che vanno uniformate e che si possono utilizzare per le misurazioni e per gestire al meglio le attività di comunicazione».

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