AvantGrade, oltre 1 milione di fatturato nel 2018. Ale Agostini: «Audio e Amazon nuove sfide della search»

Secondo il socio e amministratore dell’agenzia specializzata in search marketing & analytics, per le aziende oggi «la chiave è essere veloci a capire dove sta l’attenzione del cliente, e intercettarla fornendo risposte efficaci»

di Simone Freddi
08 febbraio 2019
Ale-agostini-avantgrade
Ale Agostini

Quarantacinque anni di età e un curriculum davvero lungo che spazia dal marketing tradizionale in azienda al digitale, come consulente e poi imprenditore con una fortissima specializzazione sui motori di ricerca, che oggi vogliono dire Google, ma non solo. Dallo scorso novembre, Ale Agostini ha terminato la partnership con Bruce Clay per lanciare AvantGrade. La nuova realtà coniuga l’esperienza nel Seo di BruceClay Europe con nuovi servizi e competenze come Seo e Sem su Amazon, Voice Search, Anaytics avanzato, Conversion Rate Optimization (in parole povere, aumento della resa commerciale di siti e app), il tutto condito dall’uso dell’intelligenza artificiale.

Tra i clienti che hanno scelto di affidarsi ad Ale Agostini e al suo team ci sono Acqua San Benedetto, Fater, Gazzetta dello Sport, Generali, Gruppo Giglio, Visirun Verizon e Bayer, che proprio negli scorsi giorni ha rinnovato la partnership con l’agenzia per la strategia Seo della divisione Animal Health.

«Oggi AvantGrade può contare su una struttura di una quindicina di persone – ci ha detto Agostini -. Abbiamo superato abbondantemente il milione di euro nel 2018 e vogliamo continuare a crescere offrendo i nostri servizi di search marketing & analytics, anche declinandoli sulle piattaforme emergenti, che i clienti non possono più ignorare».

Tra le sfide che i brand oggi devono affrontare nella battaglia per conquistare l’attenzione e il favore dell’utente, c’è senz’altro Amazon. «Non bisogna trascurare Google, ma bisogna presidiare anche Amazon, dove gli utenti acquistano e raccolgono anche informazioni. Pensiamo all’impatto di una recensione positiva sul posizionamento. Gli utenti non vedono le piattaforme separatamente. La chiave è essere veloci a capire dove sta l’attenzione del cliente, e intercettarla fornendo risposte efficaci. Come? A volta basta osservare. E imparare a usare i dati, che sul digitale non mancano mai anche se bisogna sapere cosa cercare».

Anche dispositivi come Google Home e Amazon Alexa sono sotto i riflettori. «La voice search è uno dei trend del momento. Se ci pensiamo, per millenni fino a Gutenberg l’interazione tra le persone è stata vocale. Ora domina la parola scritta, ma la scommessa delle big è che si torni a parlare, stavolta però con i dispositivi. Soprattutto per i giovani, ciò fa risparmiare tempo, e permette di interagire con i dispositivi quando si hanno le mani impegnate, per esempio in auto».

Per chiudere, abbiamo chiesto ad Agostini una previsione su un fenomeno emergente su cui puntare per il futuro. «L’ascolto: i podcast, che rappresentano un po’ l’evoluzione della radio, ma con un’esperienza più personalizzata, in cui ci possiamo intrattenere, informare o formare magari mentre stiamo facendo altro». (ndr: per esempio, con i podcast è facile realizzare un’intervista mentre si consuma un ottimo piatto di Pho in un ristorante Vietnamita. Di seguito, l’audio completo ;))

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