Aria pronta a raddoppiare in Cina: dopo Pechino, una sede a Shanghai nel 2020

Per l’agenzia italiana, il mercato asiatico è ben più di una scommessa, con una lunga serie di lavori all’attivo, l’ultimo dei quali ha coinvolto anche CR7. Ne abbiamo parlato con il Ceo Niccolò Donzelli

di Andrea Di Domenico
18 aprile 2019
Hong Zhao She e Niccolò Donzelli
Hong Zhao She e Niccolò Donzelli

I festeggiamenti per i 40 anni del marchio di moda Seven Brand, che hanno coinvolto nientemeno che Cristiano Ronaldo, sono solo l’ultimo dei lavori in Cina di Aria: per l’agenzia creativa e di produzione guidata da Michele Pecchioli e Niccolò Donzelli, infatti, il grande Paese asiatico è da tempo ben più che una scommessa, con una lunga serie di clienti attivi e una sede a Pechino che potrebbe presto essere affiancata da un presidio a Shanghai.

«Aria è atterrata in Cina 5 anni fa quasi per caso, aiutando un amico fotografo che era stato chiamato per una produzione fotografica a Beijing», ci racconta il Ceo dell’agenzia Niccolò Donzelli. «In precedenza ero stato solo a Shanghai con una delegazione di imprenditori italiani, Confindustria ed il Governo ed ero rimasto affascinato. Dopo quel viaggio ne sono seguiti molti altri e abbiamo siglato un accordo di partnership con alcune agenzie pubblicitarie cinesi. La mission è sempre stata quella di cercare clienti cinesi che volessero lavorare sul mercato interno e in questi anni sono stati molti i marchi che si sono affidati a noi, ai nostri fotografi e registi: Septwolf (sotto, il video di una campagna realizzata per questo brand), Aimer, Shanghai Tang, Seven Brand, Bosideng, Dunnu e Jefen Frankie».

Tutte produzioni diverse tra loro che, continua il creativo, «ci hanno arricchito e dato la possibilità di capire sempre di più come le aziende cinesi lavorano e soprattutto come vogliono essere percepite. Con ogni cliente abbiamo cercato di creare un servizio su misura, soprattutto nei casi in cui abbiamo utilizzato celebrities cinesi e internazionali. L’ultimo lavoro lo abbiamo fatto qualche giorno fa, per i 40 anni del marchio Seven Brand, leader nella moda uomo con sede a Xiamen. Per festeggiare questo traguardo il Presidente Hong Zhao She ha voluto come ambassador il famoso giocatore di calcio Cristiano Ronaldo, che è stato da noi fotografato e filmato in questo caso a Torino».

Due anime da conciliare

La visione di Donzelli della Cina è positiva ed ottimistica. «La Cina è un mercato vasto e ancora in crescita, numeri e dimensioni quasi difficili da immaginare. La classe media sta crescendo ed è sempre più volenterosa di emanciparsi e costantemente alla ricerca di prodotti di stile e gusto europeo. Sono molto interessati ad utilizzare i nostri talents ed artisti italiani ed europei, per produzioni commerciali e cinematografiche, ma non sono disposti a rinunciare alla loro identità, ai loro valori e cultura millenaria».

La necessità di entrare in sintonia con questa “doppia anima” della Cina è una delle difficoltà da superare per avere successo: «All’inizio della nostra esperienza – ammette il Ceo di Aria – abbiamo avuto un approccio un po’ autoreferenziale che tendeva ad imporre e replicare la nostra esperienza europea. E’ stato un errore che nel tempo abbiamo superato perché ogni produzione deve conciliare il meglio della nostra esperienza e della loro realtà, unendo sempre le due diverse culture. Oggi abbiamo gruppi di lavoro con giovani cinesi e europei che si scambiano costantemente esperienze e lavorano gomito a gomito per una sintesi finale».

Donzelli comunque non ha dubbi: «per il made in Italy il mercato cinese è già e continuerà ad essere il più importante mercato mondiale. Purtroppo è ancora radicato il pregiudizio di una Cina arretrata, capace di fare solo concorrenza sleale e dumping, che inquina. Nonostante questo sia vero, la Cina oggi è già un paese che ha investito e sta investendo su politiche  ambientali e bonifiche come nessuno ha mai fatto prima. Se vuoi vendere un sistema di depurazione per un fiume in Cina, oggi ci sono centinaia di potenziali acquirenti, in Europa nessuno. E’ poi il paese che in termini di digitalizzazione ha la percentuale di penetrazione più alta al mondo. Nel 2018 il mercato cinese dell’e-commerce di beni di lusso ha superato l’aggregato degli Stati Uniti e dell’Europa».

Aria e la Cina: i progetti per il futuro

Per Aria in Cina i progetti sono davvero tanti e non solo legati all’ambito pubblicitario e di produzione. «Contiamo entro il 2020 di finalizzare varie attività e di aprire un secondo ufficio a Shanghai che si andrà ad affiancare alla sede di Pechino. Sono proprio in questi giorni in partenza per alcuni incontri in diverse città cinesi, come ho fatto ogni mese negli ultimi due anni. Le difficoltà ci sono sempre ma non ci spaventano, al contrario, ci aiutano a creare nuove strategie di business ed inventarsi sempre qualcosa di nuovo in uno dei paesi con la crescita più alta del mondo».

 

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