Amm si quota sul listino AIM di Borsa Italiana e punta a crescere anche per linee esterne

La società attiva nel web marketing, che fa capo a Omero Narducci e Riccardo Dragoni, ha chiuso il 2018 con ricavi pari a 11,6 milioni di euro e un Ebitda di circa 1,5 milioni

di Andrea Salvadori
04 aprile 2019
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Riccardo Dragoni

Amm dà il via alle attività propedeutiche all’ammissione alle negoziazioni delle proprie azioni ordinarie sul listino AIM di Borsa Italiana.

La società di Arezzo attiva nel mercato della messaggistica aziendale e nel web marketing, nata nel 2008 come business unit del gruppo Aruba e divenuta indipendente a inizio 2018 dopo aver fatto parte del gruppo Mobyt, punta con l’operazione, rivolta principalmente a investitori istituzionali, a raccogliere risorse a sostegno del piano di sviluppo e crescita che avverrà anche per linee esterne.  

La storia di Amm è legata a quella del gruppo Aruba al quale è appartenuta sino al 2013 e di due manager, Omero Narducci e Riccardo Dragoni, attualmente presidente e ceo di Amm. In seguito la realtà è confluita in Mobyt, società di cui Omero Narducci e Riccardo Dragoni sono stati rispettivamente Ceo e Direttore Commerciale.

Sotto la loro gestione Mobyt ha avviato un percorso di crescita che ha portato il gruppo, anche attraverso cinque operazioni di acquisizione di società operanti in settori affini (tra cui Skebby, Trendoo e Digitel Mobile), a più che raddoppiare i ricavi e a quintuplicare il margino operativo lordo. Mobyt, entrata in Borsa sul listino AIM nel 2015, è stata poi acquisita nel 2016 dal fondo di private equity britannico HGCapital, che ne ha deciso il delisting.

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Omero Narducci

A inizio 2018 Omero Narducci e Riccardo Dragoni hanno quindi rilevato Amm con l’intenzione di mettere in atto un percorso di crescita analogo a quello portato avanti da Mobyt sotto la loro gestione. «Con i proventi della quotazione intendiamo comprare altre società italiane operative nel mercato del web marketing e della messaggistica, in particolare realtà che lavorano con le piccole e medie imprese», spiega Riccardo Dragoni.

«Grazie a queste acquisizioni potremo così ampliare la nostra presenza sul territorio nazionale, pur mantenendo in vita i brand acquisiti. Il nostro obiettivo è proporre alle aziende una gamma sempre più ricca e articolata di strumenti che permetta loro di comunicare in modo automatizzato con i propri clienti indipendentemente da quale sia il canale: sms professionali, messaggistica social, chatbot e altre soluzioni di intelligenza artificiale ma anche campagne banner attraverso il nostro network di affiliazione Pnet».

Secondo i dati preliminari consolidati pro-forma al 31 dicembre 2018, i ricavi di Amm ammontano a circa 11,6 milioni con un Ebitda di circa 1,5 milioni.

I termini della quotazione

La quotazione si baserà su aumento di capitale in offerta per un massimo del 16% delle azioni della società oltre ad eventuale greenshoe. L’operazione prevede anche l’assegnazione di 5 warrant ogni 20 nuove azioni sottoscritte nell’ambito dell’aumento di capitale (1 warrant assegnato all’inizio delle negoziazioni e 4 warrant assegnati decorsi 30 giorni dalla data di inizio delle negoziazioni, qualora non siano state cedute le azioni da tale data).

Amn ha quindi deliberato un meccanismo di protezione per gli aventi diritto che prevede, al verificarsi di alcune condizioni specifiche, l’eventuale assegnazione gratuita pro quota di Remedy Shares successivamente all’approvazione del bilancio consolidato proforma al 31 dicembre 2019. Le Remedy Shares non saranno assegnate qualora l’ebitda adjusted 2019 risulti pari o superiore a 2,6 milioni di euro. Saranno invece assegnate proporzionalmente nel caso del raggiungimento di un ebitda adjusted 2019 ricompreso tra 1,7 milioni ed 2,6 milioni. Infine, saranno integralmente assegnate, nel rapporto di 1:1 con le azioni possedute, qualora l’ebitda adjusted 2019 dovesse risultare pari o inferiore 1,7 milioni. E’ infine previsto un lock-upper i primi 18 mesi da parte degli azionisti preesistenti.

Nel processo di quotazione Amm è assistita da Banca Finnat (Nominated Adviser, Global Cordinator e pre-IPO Equity research provider).

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