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29/03/2019
di Lorenzo Mosciatti

Accenture Interactive a fianco dei Ceo per un posizionamento e una presenza social efficaci

I leader d’azienda scendono nell’agone digitale. In gioco c’è la reputazione. E il business. Parla Davide Contrini, Managing Director di Accenture Interactive e responsabile, tra gli altri, di un nuovo servizio ad hoc dedicato al consolidamento della presenza social dei top manager

Davide Contrini

Davide Contrini

C'è una nuova generazione di Ceo che ha deciso di scendere nell’agone digitale e di conversare con post e tweet, una nuova generazione di Social Executive in lenta ma costante crescita. L’ultima ricerca Edelman Trust Barometer evidenzia proprio come in una comunicazione online sempre più caratterizzata dalla disintermediazione, siano gli stessi consumatori e dipendenti ad aspettarsi di poter avere relazioni autentiche con le aziende e con i loro Ceo, che dal loro smartphone orientano la strategia e presidiano la reputazione anche dell’azienda in una logica conversazionale. Costruire un profilo digitale individuale efficace è ormai una necessità, anche per massimizzare il valore per gli azionisti. Il recente 2019 Digital Investor Survey di Brunswick evidenzia inoltre come siano in rapida crescita le aspettative nei confronti dei top executive in campo social: la metà degli investitori intervistati afferma di utilizzare oggi le piattaforme digitali per essere sempre aggiornati su ciò che dicono i Ceo, un aumento di 21 punti rispetto allo scorso anno. Inoltre, il 59% degli analisti sell-side ora usa il digitale per rimanere in contatto con gli amministratori delegati. Lo studio suggerisce che i dirigenti che mancano di un forte profilo personale e di contenuti digitali stanno creando un nuovo potenziale rischio di comunicazione per la propria azienda. «Le aziende dovrebbero posizionare i top manager in maniera distintiva nel loro social space. L’obiettivo? Promuovere il ruolo dei Ceo e dei C-level come "thought leader" per rafforzare la percezione di immediatezza, accessibilità, integrità e di affidabilità dell’azienda, rendendo così i top executive i portavoce delle storie di innovazione della società», afferma Davide Contrini, Managing Director di Accenture Interactive e responsabile, tra gli altri, di un nuovo servizio ad hoc dedicato al consolidamento della presenza social dei top manager delle aziende. Accenture marzo Questa è una strada che ancora poche aziende hanno intrapreso, forse perché ancora non ne hanno compreso appieno il potenziale o più semplicemente non conoscono i meccanismi di attivazione. I consumatori desiderano entrare in contatto con la persona o le persone che meglio rappresentano l’azienda, con i suoi valori e i suoi interessi, soprattutto se in questi valori ed interessi si riconoscono. La strategia di posizionamento social può essere dunque utilizzata per aumentare la brand relevance, attirare nuovi clienti e consolidare le relazioni con i clienti attuali, con partner, acquirenti e influencer. «Un’efficace Social Executive Strategy non può essere lasciata al caso ma si realizza attraverso una serie di fasi ben precise», spiega Contrini «Si parte con un primo assessment & design, seguito da una fase di impostazione dei canali social media insieme a una pianificazione editoriale personalizzata e data-driven, possibile grazie al monitoraggio continuo e a costanti report di approfondimento e misurazione della performance». I segreti per una presenza social efficace? Costanza nella pubblicazione, scelta del tone of voice più adatto al pubblico di riferimento, incrociandolo con la naturale inclinazione personale del Top Executive, coerenza nei messaggi veicolati rispetto alla audience e alle piattaforme scelte. Non sono da escludere la componente Seo, la gestione di campagne social advertising e di native advertising, al fine di promuovere contenuti tramite link building e anchor text strategy. Il servizio di Social Executive di Accenture Interactive segue il Top Executive in tutte le fasi della strategia, dal setup del profilo social alla pianificazione editoriale, con un costante monitoraggio della performance, al fine di far posizionare il Top Manager come una voce autorevole nella propria industry, capace di tessere relazioni disintermediate con i key opinion leader e influencer, attrarre nuovi talenti in ottica Employer Branding, intercettare nuove opportunità di marketing, veicolare con volto umano le success stories aziendali. Su tutto spicca la necessità di avere una strategia chiara, lasciando poco all’improvvisazione. Costruire e gestire i canali social executive è una funzione aziendale fondamentale che tutte le aziende devono abbracciare. Questi programmi non riguardano più solo il marchio personale o la notorietà, ma hanno implicazioni aziendali tangibili e sono fondamentali per la gestione della reputazione in tempo reale, accrescendo in tal modo l’autenticità, la costruzione della credibilità e il coinvolgimento di clienti e dipendenti. In altre parole, creare un impatto sul business. «Non basta parlare solo di brand, anche la leadership ha bisogno di una voce. Ma occorre fare attenzione, perché in gioco c’è la reputazione del brand e del proprio business”, conclude Davide Contrini.

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