L’Ue studia un modello opt-in per i cookie. Cosa potrebbe cambiare per l’adv

Una proposta di legge sul tavolo dell’Unione Europea permetterebbe agli utenti di dare il consenso sul tracciamento dei dati da parte dei siti tramite le impostazioni del browser

di Caterina Varpi
16 dicembre 2016
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La scomparsa dei tanto odiati pop-up e banner sul consenso all’uso dei cookie sarebbe solo una delle conseguenze che potrebbe avere, se entrasse in vigore, la nuova proposta di legge sulla sicurezza dei dati dell’Unione Europea: quest’ultima starebbe per discutere una normativa che punta a modificare i processi con cui editori e marche presenti sul web richiedono il consenso ai propri utenti per poter accedere ai dati riguardanti i propri comportamenti online. Infatti, le conseguenze di questa legge andrebbero a modificare i meccanismi che stanno alla base dell’intero settore della pubblicità digitale.

Secondo indiscrezioni riportate nei giorni scorsi da Reuters e dal Financial Times, infatti, la norma limiterebbe la comparsa delle finestre sui cookie, in modo di agevolare la navigazione degli utenti e garantire la sicurezza dei dati sensibili.

Le nuove regole, se entreranno in vigore, riguarderanno i siti online, gli over the top, Facebook e Google in primis, e i sistemi di messaggistica istantanea.

Il sistema dei cookie potrebbe passare dal modello opt-out all’opt-in: questo significa che per abilitare il tracciamento dei dati da parte delle piattaforme web, diventerebbe necessario ricevere un consenso esplicito da parte dei consumatori. Questo dovrebbe avvenire direttamente tramite le impostazioni del browser e non più dando il consenso ogni volta che si accede a un sito. Inoltre, ai servizi di messaggistica istantanea sarebbero imposte le stesse norme a cui sono soggette le aziende telco per quanto riguarda la gestione dei dati  di localizzazione degli utenti.

La proposta non è definitiva e può essere soggetta a modifiche nelle prossime settimane. Se fosse approvata, i cambiamenti del settore dell’internet advertising sarebbero di particolare rilevanza, visto che le informazioni raccolte grazie al sistema dei cookie sono uno degli aspetti più importanti sui cui si basano le strategie di pianificazione. Le modifiche andrebbero a impattare anche sui meccanismi di guadagno dalle attività digitali di editori e brand.

Le regole attualmente vigenti sulla normativa dei cookie sono state istituite dal Parlamento Europeo nel maggio 2011 e vincolano i siti internet a richiedere il permesso degli utenti ad utilizzare cookie relativi ai servizi offerti. La Eu Cookie Law è entrata in vigore anche in Italia l’anno seguente, il primo giugno 2012 (dlgs 69/2012 e 70/2012).

Una portavoce della Commissione europea non ha commentato il progetto, sottolineando però che l’obiettivo della proposta è quello di adattare le norme alla regolamentazione sulla protezione dei dati, che entrerà in vigore nel 2018 e semplificare le disposizioni sui cookie.

Questa iniziativa dell’Unione Europea segue ad altre messe in atto per la protezione dei dati e al copywright. Di recente, l’Ue ha presentato accuse a Google per quanto riguarda le attività pubblicitarie e ha bloccato la condivisione dei dati degli utenti Whatsapp con Facebook, che era stata annunciata ad agosto da Menlo Park.

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