Google: l’ad-blocker su Chrome arriva il 15 febbraio. Ecco come funziona

Il filtro anti-pubblicità non sarà applicato a tutti i siti ma solo a quelli che non rispettano gli standard della Coalition for Better Ads, che diffonderà a gennaio il Better Ads Experience Program

di Caterina Varpi
20 dicembre 2017
chrome-logo

Dopo l’annuncio e i test dei mesi scorsi, Google rivela la data dell’introduzione dell’ad-blocker proprietario su Chrome. Il filtro anti-pubblicità, che andrà a bloccare le inserzioni considerate troppo invasive, debutterà sul browser il 15 febbraio 2018.

Le indicazioni della Coalition for Better Ads

L’ad-blocker non sarà applicato a tutti gli annunci ma solo a quelli che non rispettano gli standard della Coalition for Better Ads, consorzio che include tra gli altri Facebook, News Corp e Unilever, e la stessa Google con l’obiettivo di fornire linee guida chiare su come le aziende possano migliorare gli annunci per gli utenti. Tra i formati segnalati come maggiormente invasivi ci sono gli interstitial a pagina intera, i pop-up, gli annunci che riproducono automaticamente video con audio attivo o quelli che coprono parzialmente i contenuti.

Il 18 dicembre, la  Coalition for Better Ads ha annunciato che presenterà a gennaio il Better Ads Experience Program (leggi la nota), che fornisce linee guida per le aziende che utilizzano gli standard Better Ads per migliorare l’esperienza degli utenti con gli annunci online. Il programma certificherà gli editori web che accettano di non utilizzare i formati più invadenti e accrediterà i browser e le società di tecnologia pubblicitaria che valuteranno la conformità degli editori agli standard e dei filtri degli annunci basati sulle indicazioni della Coalition.

Come funziona l’ad-blocker di Chrome

I siti che non rispettano le indicazioni del consorzio per 30 giorni vedranno bloccata la loro pubblicità, anche quelli erogata da Google, dal blocco di Chrome dopo di che potranno richiedere una revisione manuale per riattivare i loro servizi una volta che l’adv inadeguata sarà stata rimossa.

“Le violazioni delle linee guida – spiega il blog post di Mountain View – saranno riportate ai siti web attraverso l’Ad Experience Report. I proprietari dei siti potranno richiedere una revisione una volta che le violazioni saranno state rimosse. A partire dal 15 febbraio, in linea con le linee guida della Coalition for Better Ads, Chrome rimuoverà tutte le pubblicità dai siti che saranno in stato di “errore” per più di 30 giorni”.

L’obiettivo di Google è quello di aiutare gli editori a evitare formati che inducono gli utenti a usare ad-blocker che filtrano tutti gli annunci, colpendo i publisher che forniscono agli utenti contenuti gratuiti. In ogni caso, il browser di BigG è il più usato al mondo: l’introduzione di questo filtro potrebbe avere un grandissimo impatto sul mercato pubblicitario, andando a colpire una delle principali fonte di entrate per gli editori (leggi alcune opinioni degli esperti di settore).

L’ad-blocker non sarà introdotto insieme ad una nuova versione di Chrome ma sarà rilasciato nel browser da remoto e gradualmente agli utenti. Il rilascio di Chrome 64, infatti, è attualmente programmato per il 23 gennaio mentre Chrome 6 verrà lanciato il 6 marzo. Con Chrome 64 arriverà un’altra novità che potrebbe avere effetti di rilievo sul settore della pubblicità, ossia il blocco della riproduzione automatica dei contenuti multimediali nelle pagine web, sia su desktop sia su mobile (leggi l’articolo).

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