Ad blocker nei browser. Roberto Zanaboni: «Potenzialmente l’effetto potrebbe essere devastante»

Secondo il direttore digital advertising di RCS Pubblicità, l’arrivo di filtri anti adv sui browser potrebbe far aumentare di colpo il numero di utilizzatori di questi strumenti, e avvantaggiare ulteriormente gli OTT

di Alessandra La Rosa
09 giugno 2017
Roberto_Zanaboni-rcs
Roberto Zanaboni, direttore digital advertising di RCS Pubblicità

Google ha annunciato che l’anno prossimo integrerà un ad blocker sul suo browser Chrome.

Non sarà l’unico. Anche Apple infatti ha intenzione a breve di inserire un ad tracker blocker all’interno di Safari, insieme a un’opzione capace di mettere automaticamente in pausa i video in autoplay.

Due big di internet si schierano contro la pubblicità fastidiosa. Che conseguenze ci saranno per il mercato adv? Lo abbiamo chiesto a Roberto Zanaboni, direttore digital advertising di RCS Pubblicità.

L’integrazione di ad blocker in browser molto utilizzati dagli utenti che tipo di impatto potrà avere sul mercato pubblicitario?

«Potenzialmente devastante, se le impostazioni di default dei browser saranno a favore dell’attivazione. Significherebbe aumentare di colpo la percentuale degli utenti che usano tali opzioni, percentuale che invece oggi, laddove la scelta è facoltativa, è molto inferiore qui in Italia rispetto agli altri Paesi, segnale – a mio avviso – della maturità dei lettori digitali in Italia. Altro impatto sarà di avvantaggiare ulteriormente gli OTT, che nella loro offerta hanno formati tipicamente native o sponsored link, ben diversi dai formati display utilizzati dalla maggior parte dei publisher, che saranno l’unico oggetto degli effetti di ad blocking».

Gli inserzionisti vogliono che i loro annunci siano ben visibili, ma questo, a lungo andare, può andare a discapito dell’esperienza di navigazione degli utenti. E’ possibile bilanciare viewability e non invasività? E se sì, come?

«Più che di viewability parlerei di user experience. E’ decisamente possibile bilanciare la necessità di ingaggio verso gli utenti attraverso formati impattanti con il rispetto dell’utente stesso nella fruizione del prodotto editoriale. Se vengono applicate con puntualità alcune linee guida che da sempre contraddistinguono l’operato di noi publisher (es: affollamento in pagina, limiti di frequenza di esposizione, integrazione dei formati con il layout delle pagine, etc.) ritengo che il lettore sia disposto ad accettare il compromesso tra un’invasività regolata e moderata e l’opportunità di fruire gratuitamente di servizi e contenuti di alta qualità».

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