Una nuova forma di storytelling museale: Question Mark Communication per ilCartastorie

Luca Pirone, General Manager dell’agenzia, ha raccontato a Engage come è nata #storiechecontano

di Caterina Varpi
06 novembre 2017
ilcartastorie

Con la pubblicazione della storia di Teresa Battaglia si è conclusa la prima campagna pubblicitaria de ilCartastorie, Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli: #storiechecontano.

Firmata da Question Mark Communication, si tratta di una multisoggetto nata per valorizzare l’enorme patrimonio di storie e personaggi custodito nelle scritture degli antichi banchi pubblici napoletani.

Sei racconti per altrettanti personaggi, vissuti tra il 1601 e il 1753, e una grande sfida: intercettare nuovi pubblici coinvolgendoli con un’esperienza narrativa memorabile, totalmente diversa dal solito storytelling museale.

Luca Pirone, General Manager di Question Mark Communication, ha raccontato a Engage come è nata questa campagna social, che ha raggiunto buoni risultati su Facebook e sito web. Sul social network è arrivata a raggiungere un milione di persone, con una media giornaliera di oltre 19.500 unità, con una crescita del +555,10% e con 4.653 “Mi piace” in più sulla Pagina, come spiega l’agenzia, che segnala anche le 14.480 sessioni uniche sul sito, con una crescita del +212,20%, con il 68,75% di nuove sessioni.

Luca Pirone
Luca Pirone

Com’è nata l’idea di #storiechecontano?

Tra gli scaffali de ilCartastorie, con l’obiettivo di aprire metaforicamente le porte del museo, lasciando che i personaggi custoditi nei faldoni potessero tornare a vivere nella Napoli contemporanea, e parlare di sé proprio come farebbe ognuno di noi: attraverso i social network, raccontando la loro vita con un linguaggio semplice, friendly, e innovativo.

Dunque i social network come nuovo strumento per lo storytelling museale?

Esatto. Siamo partiti da una considerazione: le persone non vogliono più limitarsi ad ascoltare racconti, ma vogliono entrarci in contatto, confrontandosi con i personaggi e la storia, e sentirsi parte di una community. Vogliono dialogare con altri utenti con i quali condividono esperienze, conoscenze e punti di vista.

Come si fa ad avvicinare storie così antiche al 2017?

Intrecciandole con quelle contemporanee, creando una relazione tra lettori e personaggi, accomunati da storie, sventure, passioni e abitudini di comportamento. Siamo partiti da un accurato studio del contesto storico di ciascuno dei protagonisti, integrandolo con un’analisi dei principali digital trend. Al fine di aumentare l’efficacia dello storytelling abbiamo scelto un fotografo di fama internazionale, Eolo Perfido. Il risultato è un contesto di fruizione immersivo ed emotivo, fatto di persone simili ai nostri utenti, che si rendono conto che il passato li riguarda, che è parte integrante delle loro stesse vite, più simile alle loro storie di quanto immaginassero.

Quali sono i vantaggi di questo approccio?

Si stimola un’ interazione ricca, intensa e partecipata. Si attiva il coinvolgimento e il museo diventa un luogo di affezione. Attraverso il racconto, infatti, la storia, il personaggio e quindi il museo, si trasformano in qualcosa di familiare. L’utente inizia un percorso che potrà concludere negli spazi museali de ilCartastorie che, grazie al percorso multimediale Kaleidos, offre un’ambientazione perfetta per un’esperienza immersiva al 100%.

Tra i diversi pubblici coinvolti, qual è risultato il più attivo?

I risultati ci hanno confermato quanto abbiamo già osservato in altre campagne: i Millennials preferiscono Instagram, il social network più adatto alle loro abitudini di interazione. Su Facebook, invece, il pubblico più attivo è risultato essere rappresentato da donne di età compresa tra i 36 e 65 anni.

Credits

  • Agency: Questionmark Mark Communication
  • Creative Direction: Andrea Giordano
  • Digital Strategist: Andrea Delle Donne
  • Account: Martina Molari
  • Photography&PostProduction: Eolo Perfido Studio
  • Makeup: Mauri Menga

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