Instagram, dal 30 settembre pubblicità in tutto il mondo. Il top manager James Quarles: «Alta domanda delle aziende»

Parla il Global Head of Business and Brand Development del social network: «Ampiezza dell’audience, forza dell’immagine e audience particolarmente ricettiva rendono Instagram un posto ideale per i brand»

di Simone Freddi
29 settembre 2015
Quarles_Instagram
James Quarles

Nel 2012, Facebook annunciava l’acquisto di Instagram e della sua dozzina di dipendenti per un miliardo di dollari. Una somma che, seppur poi ridimensionata a poco più di 700 milioni, lasciava di stucco considerando si trattava di una app – non tutti la chiamavano ancora “social network” – usata da 30 milioni di persone nel mondo.

Oggi, il quadro è decisamente diverso e rivaluta la scommessa di Zuckerberg e soci: con 400 milioni di utenti nel mondo, di cui gli ultimi 100 milioni conquistati in appena nove mesi, Instagram è il secondo spazio mobile più frequentato al mondo – seguendo proprio Facebook – e poggia su un business in decollo grazie alla pubblicità. Lanciata a inizio settembre in Italia (con partner come Audi, Ford, illycaffè, Samsung, Warner Bros e yoox.com) e altri 29 Paesi del mondo, dopo due anni di test in mercati selezionati, l’offerta adv da mercoledì 30 settembre diventerà definitivamente globale con il rilascio delle funzionalità pubblicitarie per piccole e grandi aziende in ogni angolo del mondo.

A Menlo Park, quartier generale di Facebook, ci credono molto, tanto di aver posizionato alla testa dello sviluppo del business di Instagram, dallo scorso settembre, James Quarles, fedelissimo di Zuckerberg e precedentemente a capo dell’area Emea di Facebook.

Lo abbiamo incontrato a Milano, nella sede italiana dei due social. «Non c’è un motivo particolare per cui abbiamo deciso di spingere proprio adesso su Instagram in termini pubblicitari, e di farlo in modo così deciso», ci ha detto Quarles, smentendo che la pressione su Instagram sia in qualche modo legata a una certa “perdita di slancio” del “fratellone” Facebook.

«Avere raggiunto una massa critica di utenti è stato decisivo, ma in generale i test che da tempo compivamo nei mercati più avanzati ci hanno suggerito che era il momento giusto e il fatto non essere una compagnia “stand alone”, ma di poterci invece appoggiare a una piattaforma pubblicitaria già consolidata come quella di Facebook ci sta consentendo di farlo rapidamente».

Instagram promette di essere uno dei grandi fenomeni pubblicitari del prossimo futuro: secondo eMarketer, la raccolta del social potrebbe sfiorare i 3 miliardi di dollari già nel 2017. L’onda viene cavalcata anche con il rapido rilascio di nuovi funzionalità, come le possibilità di inserire video nel formato Carousel e svolgere sondaggi direttamente nel social per verificare l’efficacia delle campagne, annunciate nel fine settimana all’Advertising Week di New York.

«C’è una forte domanda di Instagram da parte delle aziende: è un social network “top of mind” in questo momento. L’ampiezza dell’audience, la forza dell’immagine e l’audience particolarmente ricettiva rendono il nostro uno spazio molto ambito su cui comunicare la visione del brand», continua Quarles.

Anche se non vengono ancora ufficialmente rilasciati dati locali, Quarles assicura che l’Italia riveste un’importanza particolare per Instagram, grazie alla naturale propensione per il mobile, alla creatività e al gusto del bello diffusi nel Paese, nonché per la forza intrinseca su certi “verticali” che sul social funzionano particolarmente bene come moda, food, design, culture locali. Qualità che rendono aiutano il social ad affermarsi, e che preso diventeranno anche delle categorie di pianificazione adv. «Ci stiamo pensando – ci ha detto Quarles -. Non è ancora possibile pianificare per interessi su Instagram, ma lo sarà presto».

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