Fb, contatti con il Media Rating Council sulle misurazioni

Il social starebbe pensando di far revisionare le proprie metriche dall’ente americano. Intanto, Twitter ha ammesso di avere fornito agli inserzionisti dati errati circa la visualizzazione degli annunci video sui dispositivi Android

di Simone Freddi
23 dicembre 2016
Facebook-app

Facebook, dopo le recenti ammissioni riguardo a errori di calcolo che hanno riguardato vari aspetti, dalla visualizzazione dei video pubblicitari agli Instant Articles, è sotto pressione. Gran parte del mercato pubblicitario, infatti, chiede a gran voce alla società passi concreti verso una maggiore apertura a soggetti terzi per la misurazione del comportamento degli utenti e delle performance pubblicitarie.

Si tratta di un tema che Facebook starebbe prendendo molto sul serio, a partire dal suo mercato principale, quello americano. Il social ha infatti avuto di recente una serie di colloqui con il Media Rating Concil (l’ente indipendente che si occupa di definire gli standard di misurazione dell’industria dei media a stelle e strisce), proprio a proposito di aprire alla verifica da parte dell’organismo le sue metodologie di misurazione.

Nulla è ancora però deciso: “Facebook deve ancora scegliere se impegnarsi nel nostro processo di accreditamento”, ha detto ad AdAge David Gunzerath, direttore associato e VP senior del MRC. “Ci piacerebbe molto che loro scegliessero di farlo. Abbiamo avuto discussioni molto esplicite con Facebook su questa possibilità. A lungo termine, penso che sarebbe saggio farlo“, ha aggiunto. “Sarebbe certamente a beneficio del mercato che si basa su i loro dati, e penso che in ultima analisi, servirebbe a portare valore anche a loro.”

Nonostante recenti iniziative orientate alla trasparenza, come l’apertura di una sezione del blog aziendale dedicata proprio agli aggiornamenti sulle metriche e a accordi di partnership con importanti società di misurazione come comScore, Nielsen e IAS, il rischio è che le ripetute ammissioni di imprecisione finiscano per togliere fiducia agli inserzionisti, a prescindere dall’entità degli errori stessi. Ciò vale per Facebook e in generale per tutti i cosiddetti “Walled Garden”, come Snapchat e YouTube.

Anche perché gli episodi di misurazioni “falsate” si moltiplicano. L’ultima notizia riguarda Twitter: per oltre un mese, il social dell’uccellino ha infatti calcolato in modo non corretto le visualizzazioni delle pubblicità video sui device Android, facendoli pagare più del dovuto gli inserzionisti.

A ammettere il danno, come nei precedenti casi di Facebook, è stata la compagnia stessa che, in un comunicato via mail, ha parlato di un errore “tecnico” sulle misurazioni degli annunci video erogati sui dispositivi Android dal 7 novembre al 12 dicembre scorsi.

Gli inserzionisti coinvolti sono già stati rimborsati, ha fatto sapere Twitter, per il danno subito, che in molti casi è stato inferiore a un dollaro. L’episodio tuttavia non fa che dare ulteriore voce alla richiesta di sistemi di misurazione “terzi” e condivisi in grado di offrire maggiori garanzie.

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