YouTube, sanzioni per chi pubblica video offensivi

La piattaforma punirà i creator sia sul fronte della monetizzazione dei contenuti che su quello, altrettanto importante, della loro visibilità

di Alessandra La Rosa
12 febbraio 2018
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Il caso Logan Paul, la star del web recentemente al centro delle polemiche per la pubblicazione su YouTube di un video di un suicidio in Giappone, riporta nuovamente all’attenzione il tema della brand safety sulla piattaforma di Google.

In seguito alle polemiche sul filmato, YouTube nei giorni scorso ha deciso di eliminare la pubblicità dal canale della web star, ma ha anche colto l’occasione per ufficializzare una serie di nuove, stringenti regole per il controllo dei video diffusi sulla sua app, volti ad assicurare una maggiore sicurezza sia agli utenti del servizio che ai brand che su quei contenuti acquistano pubblicità.

I creatori di video considerati offensivi saranno dunque soggetti ad alcune nuove sanzioni da parte della piattaforma. Sanzioni che non toccheranno solo la pubblicità, ma anche altri aspetti che per chi pubblica filmati sono altrettanto importanti, considerando che le fonti di ricavi per gli YouTuber spesso non sono solo gli spot che vengono ospitati all’interno dei loro contenuti.

In tal senso, è interessante notare come la prima delle nuove sanzioni di YouTube coinvolga il tema della visibilità. “Potremo rimuovere l’idoneità di un canale ad essere “raccomandato” su YouTube, come apparire sulla nostra home page, tra i video di tendenza o nella categoria ‘guarda il prossimo’”, scrive in un blog post Ariel Bardin, Vice President of Product Management di YouTube. E certo per un creatore di contenuti avere meno visibilità sulla piattaforma può avere conseguenze anche abbastanza impattanti.

Le nuove regole impatteranno anche altri tipi di supporto forniti ai creator, come promozione e programmi di sviluppo dei contenuti: “Potremo rimuovere un canale dai Google Preferred ed anche sospendere, cancellare o rimuovere l’account YouTube Original del creatore del contenuto” prosegue il blog post.

E ovviamente, si parla anche di monetizzazione: “Potremo sospendere la capacità del canale di erogare pubblicità, di guadagnare ricavi e, potenzialmente, rimuovere un canale dal Partner Program di YouTube, incluso il supporto al creator e l’accesso ai nostri YouTube Spaces”.

YouTube ha in ogni caso specificato che questo tipo di sanzioni verranno applicati come ultima istanza e spesso non saranno permanenti, ma dureranno finché il creatore del contenuto incriminato non rimuoverà o modificherà il video.

YouTube sembra star prendendo molto sul serio la questione della gestione dei propri contenuti. E l’ufficializzazione delle nuove sanzioni è solo l’ultima di una lunga serie di mosse attuate a protezione di utenti e brand: meno di un mese fa la piattaforma ha annunciato ad esempio criteri più stringenti per la scelta dei canali che possono ospitare la pubblicità, la revisione manuale di Google Preferred e la possibilità, per gli inserzionisti, di effettuare controlli sui contenuti in maniera più semplice.

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