Digital transformation: come cambia l’informazione ai tempi delle Fake News

Lo scenario digital ha ridefinito gli equilibri del mercato cambiando il concetto stesso di business, che oggi deve rivolgersi ad un’audience sempre più connessa, tecnologica ed esigente. La digital transformation è una rivoluzione che ogni manager prima o poi si troverà ad affrontare insieme alla sua azienda. Parola di Connexia

di Massimiliano Trisolino - Chief Strategy Officer di Connexia
01 dicembre 2017
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Secondo una ricerca Audipress, su elaborazione di dati Doxa, nel 2016 oltre 44 milioni di Italiani sono stati raggiunti ogni mese dalla stampa quotidiana e periodica, includendo sia cartaceo sia digitale. Cifre considerevoli, che confermano la posizione di rilievo delle grandi testate dell’informazione all’interno della dieta mediatica italiana.

Il complesso rapporto tra la fruizione cartacea dei contenuti e quella digitale nel Belpaese apre discussioni complesse e di diversa natura. Un dibattito vasto e articolato, che include anche il mondo dell’editoria.

Basti pensare che in Italia il fatturato degli e-book è cresciuto progressivamente negli ultimi cinque anni, raggiungendo, nel 2016, i 63 milioni di euro. Un incremento che investe anche la fruizione dei contenuti: secondo i dati dell’AIE, Associazione Italiana Editori, il 10% del popolo dei lettori italiani dichiara ormai di preferire la lettura digitale a quella cartacea.

Fake news. Post-truth. Fact checking. Nuove definizioni si affacciano nel complesso panorama mediatico 4.0, mentre la stampa e l’editoria tradizionale cercano freneticamente ricette sempre nuove per sopravvivere alla sfida della digital transformation.

Facciamo il punto.

L’ambizione di John Perry Barlow, artefice della Dichiarazione di indipendenza del cyberspazio, desideroso di creare “una civiltà della Mente nel Cyberspazio […] più umana e onesta del mondo che i vostri governi hanno prodotto in precedenza” è stata ed è troppo spesso disattesa a causa dell’irruzione nel mondo dell’informazione digitale di fenomeni che mettono costantemente a repentaglio la credibilità delle informazioni che circolano online.

Il percepito e la capacità critica del lettore medio, purtroppo, non sempre gli consentono di attribuire il valore corretto all’autorevolezza delle fonti. Da qui la necessità dei governi di operare in maniera stringente per arginare il fenomeno delle cosiddette bufale online, partendo da un distinguo basilare, tra Legacy News, ovvero notizie fornite sul web da testate presenti anche sul cartaceo, e born on the web, titoli più recenti e nativi digitali.

Alcuni grandi nomi dell’informazione internazionale stanno già correndo ai ripari attraverso strumenti in grado di prevenire la diffusione di fake news: BBC, per citarne uno, ha introdotto sia sul sito sia su Twitter una sezione studiata appositamente per il reality check delle notizie più controverse, come dichiarato da Fiona Campbell, controller di BBC News Online nel corso dell’ultimo Web Summit di Lisbona.

Nella stessa sede anche Meredith Artley, Editor-in-Chief di CCN, ha ribadito che, tra le guideline della redazione digitale dell’emittente statunitense, spicca il rispetto della propria audience con storie uniche e intelligenti, mettendo in rete solo notizie verificate.

D’altro canto, però, l’informazione digitale apre nuove prospettive di guadagno e opportunità di business. Per fare qualche numero, nel 2016 lo storico e blasonato quotidiano inglese Financial Times ha guadagnato più dall’online che dalla carta stampata: su 843 mila abbonati, tre su quattro hanno fruito della sola versione digitale.

Oltreoceano non mancano cifre da capogiro. Continua infatti a crescere il business digitale de The New York Times che, in soli sei anni, a settembre di questo anno, tra pubblicità e abbonamenti, registra un incremento del 30%.

E in Italia?

Anche nel nostro paese prendono vita i primi progetti digitali in grado di offrire agli editori nuove opportunità di guadagno online. E’ il caso di Tinaba Media, una app prossimamente disponibile per iOs e Android attraverso la quale sarà possibile avere accesso alle testate degli editori aderenti pagando solo per gli articoli realmente consultati, oppure acquistando un pacchetto fisso per l’accesso a un numero illimitato di news.

Anche nel campo dell’editoria digitale nascono nuovi modelli di business. Meetale, piattaforma italiana di Self Publishing, sta producendo benefici sia per gli editori che per le aziende: i primi utilizzano il sito per lo scouting di nuovi prodotti editoriali da pubblicare, mentre le seconde si avvalgono dello strumento per lanciare contest di storytelling per i brand.

Reagire. Sperimentare. Innovare. Adottare nuovi modelli di business per trarre beneficio dal mondo del digitale. Ancora una volta, per imboccare la strada vincente occorre cambiare punto di vista e farsi portavoce del cambiamento.

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