Creative disruption: spazio alla digital workplace experience!

Lo scenario digital ha ridefinito gli equilibri del mercato cambiando il concetto stesso di business, che oggi deve rivolgersi ad un’audience sempre più connessa, tecnologica ed esigente. La digital transformation è una rivoluzione che ogni manager prima o poi si troverà ad affrontare insieme alla sua azienda. Parola di Connexia

di Massimiliano Trisolino - Chief Strategy Officer di Connexia
21 aprile 2017
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Dimmi come lavori e ti dirò chi sei. Post-it, notebook e agenda oppure iPad, Calendar e Cloud Storage?

Entrambi gli approcci possono essere validi, ma una cosa è certa: una soluzione non esclude l’altra.

Nel corso dei precedenti appuntamenti abbiamo osservato da vicino come la digital transformation stia progressivamente cambiando il modo in cui le aziende pensano a se stesse e ai loro rapporti con l’esterno. Oggi affrontiamo un altro tema altrettanto impattante: come trasformare una banalissima postazione di lavoro nell’unità di una più complessa digital workplace experience.

Contrariamente a quanto si possa pensare, tablet, visori e digital tools di ultima generazione non stanno spazzando via prepotentemente tutta la carta dalle nostre scrivanie. Gli spazi di lavoro portano inevitabilmente traccia della nostra vita privata, delle nostre passioni e delle nostre esperienze: le persone, prima di tutto. Come in un ritrovato Umanesimo, le aziende oggi devono quindi assumersi il compito di trasformare il luogo di lavoro in ottica people-centric, favorendo lo sviluppo di una vera e propria digital workplace experience.

Procediamo per gradi.

Parlare di digital workplace significa immaginare un ecosistema integrato in cui le tecnologie sono utilizzate per rendere le organizzazioni e il flusso di lavoro più flessibile. Un beneficio, questo, che crea valore dentro e fuori dall’azienda, a vantaggio di collaboratori, stakeholder e clienti.

Secondo The Digitization of Work. A Structured Approach to Transforming the Workforce Experience, white paper diffuso da Cisco Systems, sono cinque gli attori che partecipano attivamente alla digitalizzazione del contesto di lavoro: People, Physical Things, Virtual Things, Virtual Spaces, Physical Spaces. Le persone, protagoniste indiscusse di ogni approccio innovativo e human-centered, necessitano quindi di spazi e strumenti sia fisici che virtuali.

Ne consegue che online community, strumenti di CRM, piattaforme di Cloud Storage risultano fondamentali per il nostro lavoro al pari dei più tradizionali strumenti e spazi offline, e che le due dimensioni vanno necessariamente integrate, perché entrambe producono effetti reali che si ripercuotono concretamente sul nostro lavoro.

Una sfida avvincente per rendere più digital la workplace experience del nostro team di lavoro è quella di rivoluzionare la comunicazione interna, oggi costituita quasi esclusivamente da giri infiniti di email, spesso cestinate senza neppure essere lette.

Ci ha provato la cloud-based communications company Nextiva lanciando NexTV, una vera e propria serie TV a cadenza settimanale, creata per stimolare i suoi 300 collaboratori e gli oltre 100.000 customers. Con NexTV il team di Nextiva ha dato vita a un vero e proprio format, condiviso puntualmente su YouTube, per connettere in maniera informale e coinvolgente tutti gli uffici, dando, per la prima volta, un nome a tutti i colleghi e i coworkers. Il risultato? Un engagement travolgente, che ogni venerdì ha tenuto incollato agli schermi il 74% dei collaboratori, con un engagement rate del 96%.

La NexTV di Nextiva rappresenta un ottimo caso di studio, un esempio di come lo storytelling aziendale possa risultare vincente sia per incrementare le possibilità di networking tra i dipendenti, sia per comunicare in maniera originale l’azienda verso l’esterno.

La comunicazione interna viaggia su piattaforme sempre meno istituzionali, dimensioni alternative dove i collaboratori si scambiano feedback, commenti e … gossip!

È il caso di Slack e Microsoft Teams, che recentemente si trovano a dover affrontare un nuovo competitor: Workplace by Facebook. Lanciato nel 2016, Workplace, come annunciato pochi giorni fa da Mark Zuckerberg durante l’ultimo F8 2017, rilascerà a breve una versione standard, completamente gratuita.

Una scelta quanto meno azzeccata, quella presa dal Ceo di Facebook: sempre più dati, sempre più utenti, sempre più engagement per il social network generalista per eccellenza.

Per utilizzare al meglio strumenti di virtual collaboration come Workplace di Facebook è però necessario adottare un approccio strategico alla digitalizzazione del lavoro, evitando progetti spuri e realizzati senza un reale coordinamento. A questo proposito, giocano un ruolo fondamentale i senior leader e il Ceo, che per primi devono mettersi in gioco e farsi artefici del cambiamento.

Porre le basi per costruire una digital workplace experience che sappia integrare al meglio strumenti digitali e tradizionali all’interno degli spazi di lavoro è un’altra delle molteplici sfide introdotte dalla digital transformation. L’innovazione del workplace e degli spazi vitali abitati quotidianamente dai nostri collaboratori presuppone, infatti, la distruzione e il superamento dei modelli precedenti, incapaci di reggere il confronto con le attuali necessità e opportunità.

Una creative destruction è fondamentale per adattare le strutture aziendali ai contesti economici attuali, caratterizzati da una grande varietà di business model. Una “distruzione creativa” che non può non cominciare proprio dall’interno delle aziende.

Obiettivo: innovazione.

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