Media e pubblicità: l’Italia a confronto con 16 grandi Paesi

Tv, internet, radio, giornali: un articolato rapporto pubblicato dall’Agcom anglosassone mette a confronto lo scenario di consumo e di mercato in 17 Paesi, incluso il nostro. Che spicca in alcune aree emergenti, come mobile e video online

di Lorenzo Mosciatti
15 dicembre 2014
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Tv, internet, radio, giornali: come si configura lo scenario mediatico italiano, con il mercato pubblicitario ad esso collegato, nel panorama Europeo?

Una domanda complessa, a cui offre molti interessanti risposte l’articolato rapporto annuale sull’universo mediatico e l’informazione in 17 nazioni, Italia compresa, pubblicato dall’Ofcom, l’AgCom anglosassone.

In oltre 400 pagine e grazie a diverse fonti, lo studio – di cui ha effettuato una efficace sintesi Pier Luca Santoro su Datamediahub.it, da cui abbiamo tratta i grafici – fa emergere aspetti noti ed altri meno. Se da un lato si conferma il ritardo italiano in termini di penetrazione e utilizzo, anche pubblicitario, di Internet (ma non su mobile), il nostro Paese risulta capofila in Europa per numero di persone che leggono regolarmente i quotidiani nazionali (almeno una volta alla settimana).

Può sorprendere inoltre scoprire che, nonostante la nota centralità della tv (siamo il secondo Paese dopo gli Usa per tempo dedicato al piccolo schermo), in Italia la spesa pubblicitaria pro-capite su questo mezzo non è affatto superiore alla media europea.

Concentrandoci sull’online, il nostro Paese risulta sostan­zial­mente alli­neato alle altre nazioni prese in con­si­de­ra­zione, sor­pas­san­dole addi­rit­tura per quanto riguarda il pos­sesso di tablet e digi­tal radio.

Oltre al già citato primato nella lettura di quotidiani, l’Italia spicca in Europa per i livelli altissimi di attività svolte su inter­net in mobi­lità, come già dicono i dati Audiweb.

Insieme alla Spagna (esclu­dendo l’area BRIC) siamo la nazione con il livello più basso di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sulla Rete, e anche con la curva ascendente più modesta negli ultimi anni…

…e questo nonstante la propensione a cliccare sul banner pubblicitari sembri essere, tutto sommato, maggiore rispetto alla media degli altri Paesi considerati (due dati che potrebbero anche essere correlati, peraltro).

 Tornando per un momento a internet in mobilità, gli italiani confermano di essere particolarmente a proprio agio con smartphone e tablet. Da noi il social networking resta l’attività in assoluto più praticata sui nuovi device, come accade in tutti i Paesi considerati, tranne la Cina.

 

Chiudiamo con un altro, interessante primato italiano, molto promettente anche per l’adv: il video online. Considerando che ha accesso alla rete, la quota di italiani che guarda clip video online è altissimo su tutti i dispositivi.

Infine, la tavola di sin­tesi gene­rale dei prin­ci­pali para­me­tri con­ferma la relativa limitatezza del mercato pub­bli­ci­ta­rio italiano, in relazione alla dimensione dell’economia nazionale, e la complessiva bassa pene­tra­zione di Inter­net, sia in ter­mini di infra­strut­ture che di uti­lizzo, nel nostro Paese.

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