Quali sono i maggiori investitori pubblicitari in Italia? L’infografica di Media Italia

Volkswagen guida la schiera dei primi 5.000 spender nel nostro Paese, che complessivamente lo scorso anno hanno investito poco più di 7,5 miliardi di euro in advertising. Cagnetta: «Il mercato ruota attorno a TV, Google e Facebook»

di Simone Freddi
24 gennaio 2018
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Un grande disco che racchiude i primi 5000 investitori pubblicitari italiani, in cui ogni singola azienda è rappresentata con un cerchio il cui diametro rappresenta la spesa pubblicitaria, e il colore il settore di appartenenza.

E’ questa la fotografia del mercato pubblicitario italiano nel 2017 diffusa negli scorsi giorni via Twitter da Media Italia, la società del Gruppo Armando Testa specializzata in media planning & buying.

Si tratta di una rappresentazione piuttosto intuitiva che consente di apprezzare già a una prima occhiata diverse evidenze, come il grande numero di investitori in settori mass market come l’alimentare, la cura della persona o l’abbigliamento, mentre alti comparti come le telecomunicazioni o l’automotive mostrano una struttura molto più concentrata.

Ma quanto vale il tutto? Complessivamente, secondo le stime ottenute da Media Italia attraverso una rielaborazione dei dati Nielsen e tenendo conto anche degli investimenti su Google e Facebook, lo scorso anno nel nostro Paese sono stati investiti in pubblicità tra i 7,5 e i 7,6 miliardi di euro e il cerchio più grande, quello di Volkswagen, rappresenta un investimento che si aggira sui 122 milioni di euro.

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«Per il settore pubblicitario – ci ha detto Valentino Cagnetta, Ceo di Media Italia – il 2017 è stato un anno a fasi alterne. A una buona partenza è seguito un brusco rallentamento in autunno. Dicembre invece è andato bene. Alla fine, secondo i nostri calcoli la crescita sul 2016 c’è stata, ma è stata marginale».

Il peso sempre più rilevante dei grandi player della rete è una delle tendenze con cui fare i conti. «Oggi – commenta il manager – il mercato ruota sostanzialmente intorno a tre grandi protagonisti: Google, Facebook e la TV. Quest’ultima finora è riuscita a mantenere la sua market share sugli investimenti, ma ha completamente ceduto al digitale la sua funzione di traino dell’evoluzione culturale e tecnologica del Paese». Una possibile via d’uscita viene però proprio dalla tecnologia: «Il passaggio alle smart tv ha il potenziale per consentire ai player televisivi di tornare a puntare sull’innovazione, anche in chiave pubblicitaria».

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Valentino Cagnetta

Sull’anno appena iniziato, che secondo Cagnetta «e’ partito piuttosto bene», difficile però fare previsioni, se non che il Mondiale di Calcio è una grande occasione persa (nonostante l’acquisizione dei diritti da parte di Mediaset, la mancata partecipazione a Russia 2018 «ci costerà una quarantina di milioni di euro di mancati investimenti», dice il Ceo di Media Italia). Molto dipenderà dagli scenari che si apriranno dopo le elezioni politiche.

Aggiornamento: Media Italia ci ha inviato una versione animata dell’infografica, che pubblichiamo di seguito (Chi non è giovanissimo riconoscerà la colonna sonora di un capolavoro del cinema sci-fi)

 

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