Video, è sorpasso: lo streaming supera la tv tradizionale

Nel 2014 il numero di italiani (con accesso a internet) che accede a contenuti video più volte a settimana in streaming è pari all’80%, contro il 79% della tv in broadcasting. Lo dice lo studio Tv & Media 2014 di Ericsson ConsumerLab

di Lorenzo Mosciatti
18 settembre 2014
Streaming

E’ sorpasso: per gli italiani la principale fonte di contenuti video non è più la tv, ma internet.

Lo dice la quinta edizione dell’annuale studio Tv & Media 2014 di Ericsson ConsumerLab che, basandosi su un campione rappresentativo della popolazione online nel nostro Paese, ha stabilito che nel 2014 il numero di persone che accede a contenuti video più volte a settimana in streaming è pari all’80%, contro il 79% della tv “tradizionale”.

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Come si vede dal grafico, lo scambio di posizione tra streaming e broadcast tv è frutto di una doppia tendenza di segno opposto: nel 2013 gli streamer sono cresciuti di circa 7 punti percentuali (mentre i traditionals sono diminuiti di circa 11 punti rispetto al 2013, in cui la percentuale si attestava al 90% circa).

L’indagine – presentata oggi a Milano da Aurelio Severino, direttore tv e media di Ericsson Italia, e Giovanni Zappelli, responsabile del ConsumerLab, e riportata da prima comunicazione – conferma l’idea di un modello di consumo dei video sempre più integrato: dai dati emerge infatti che gli italiani, mentre guardano la tv, interagiscono con altri device, come smartphone e tablet. Il 44% utilizza applicazioni o naviga per approfondire i contenuti che sta guardando, il 29% ne discute online dando vita al concetto della social TV. Inoltre, un italiano su 4 guarda sul device alternativo un programma diverso da quello in onda sulla tv.

 

 

Oltre al televisore tradizionale, il consumo di contenuti video viene perciò progressivamente distribuito su diversi device. Se da una parte gli italiani passano una media di circa 15 ore a settimana davanti allo schermo tv, dalla ricerca emerge che i fruitori di video via desktop e laptop computer ne trascorrono circa 8. Il fenomeno investe anche il tempo passato su tablet e smartphone. I fruitori di video da smartphone, in particolare, arrivano a consumare quasi 6 ore di contenuti video su base settimanale, in crescita del 22% rispetto a due anni fa.

Analizzando le categorie di contenuto fruite da smartphone su base settimanale, si può notare che a fronte del consumo di user generated content (su piattaforme come YouTube) – che si attesta al 70% – , anche programmazioni più lunghe iniziano a giocare un ruolo importante. Infatti il 38% dei fruitori di video da smartphone guarda eventi live, come ad esempio le partite di calcio.

 

 

Un altro aspetto interessante, evidenziato dalla ricerca è che la disponibilità a pagare per fruire dei contenuti preferiti in piena libertà (di tempo e luogo) è quasi raddoppiata nell’ultimo anno. La fruizione dei contenuti diventa inoltre fluida da un device all’altro: i consumatori iniziano a vedere un programma TV su un dispositivo, successivamente sospendono la visione, per poi proseguirla su un dispositivo diverso a seconda del contesto. Ad esempio, iniziano a vedere una serie in metro la mattina, proseguono via laptop in pausa pranzo e la finiscono comodamente sul divano di casa, davanti alla TV. E’ il fenomeno del place shifting ed interessa il 36% degli italiani online su base settimanale.

La qualità è la regina indiscussa delle caratteristiche della visione ricercate dagli italiani. Il concetto di qualità evolve con il tempo e con le innovazioni tecnologiche. Se ieri, ad esempio, la qualità SD era ritenuta lo standard di riferimento, oggi l’HD è considerato come qualità media, mentre ci accingiamo ad entrare nell’era del 4K. La qualità in alta definizione HD è fondamentale per il 56% degli italiani e circa il 30% è disposta a pagare per averla. La possibilità di avere gli ultimi film in uscita direttamente sullo schermo televisivo interessa un italiano su due, mentre uno su quattro è disposto a pagare un extra per averli a disposizione. Le aspettative degli italiani sulla tv 4K sono già alte: il 40% la ritiene infatti una caratteristica importante per la loro futura esperienza televisiva ed un italiano su cinque è pronto a mettere mano al portafogli per garantirsela.

Un altro elemento emerso dalla ricerca dell’Ericsson ConsumerLab è che il 53% degli italiani considera importante poter fruire di una visione senza interruzioni pubblicitarie non pertinenti, insieme al 40% che sarebbe disponibile addirittura a specificare al proprio fornitore di servizi TV le sue preferenze per ricevere messaggi pubblicitari più attinenti.

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