Il 90% dei 500 brand più importanti al mondo ha un canale YouTube

La società di online video Divimove (Rtl Group) analizza gli investimenti dei marchi sulla piattaforma di Google. Ecco i cinque settori più popolari e i i tre canali di brand più forti per ciascun comparto

di Lorenzo Mosciatti
19 dicembre 2017
youtube

L’online video come strumento di marketing digitale è sempre più popolare tra i brand. Oltre a collaborare con i social influencer su YouTube, i marchi utilizzano sempre più i loro canali per costruirsi una portata organica e sviluppare le proprie community.

Secondo i risultati di un’analisi dei dati YouTube effettuata dalla società di online video Divimove (Rtl Group), il 90% dei 500 più importanti brand al mondo ha aperto almeno un canale YouTube. Il settore più forte su YouTube è quello dei media, che vanta mediamente 1,1 milioni di iscritti, seguito dalla tecnologia con 950.000.

Divimove ha preso in esame la presenza su YouTube dei top 500 brand mondiali (rapporto Brand Finance). Su questa base ha identificato i cinque settori più popolari e i tre canali di brand più forti per ciascun settore. Il successo è stato misurato in base al numero di iscritti assoluti e al tasso di crescita degli iscritti nel 2017. Contrariamente alle visualizzazioni video, che sono generate in parte da campagne adsense, il numero di iscritti riflette accuratamente la portata organica e la crescita del brand su YouTube.

Il settore dei media al primo posto, PlayStation leader nel settore tech

Con una media di 1,1 milioni di iscritti per canale di brand (rispetto agli 803.714 nel 2016), il settore dei media tira la volata nella classifica di quest’anno. I tre più popolari brand del settore su YouTube sono Warner Bros. (4,7 milioni di iscritti), BBC (4,1 milioni) e Disney (2,5 milioni). La crescita più forte per numero di iscritti è stata registrata da Bloomberg (+50,17 %) e dal canale televisivo statunitense Espn (+38,22 %).

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Il settore tecnologico registra una media di 950.000 iscritti ai suoi contenuti video. Il produttore di console Sony PlayStation è il brand tecnologico leader su YouTube con circa 6 milioni di iscritti, seguito da Google e Apple con circa 5,6 milioni ciascuno. In termini di audience, la crescita maggiore dell’anno è stata registrata da Tencent e Uber, i cui canali YouTube sono cresciuti rispettivamente del 246,93 % e del 107,49 %.

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Red Bull in testa per alimentari e bevande, Ford nell’automotive

Il settore alimentari e bevande vanta una media di 400.800 iscritti. I brand leader sono Red Bull (6,6 milioni di iscritti), Coca Cola (1,7 milioni) e Pepsi (780.000). Subway e Domino’s Pizza hanno richiamato una quantità impressionante di nuovi iscritti sui loro canali YouTube nel 2017, aumentando il dato rispettivamente del 173,29 % e del 134,82%.

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Per quanto riguarda le classifiche dell’industria automobilistica (iscritti medi: 225.270), Ford lascia al palo la concorrenza con 1,4 milioni di iscritti, pari ad una crescita del 166% negli ultimi 12 mesi. Secondo e terzo posto nel settore automotive per BMW con 700.000 abbonati e Chevrolet con 570.000.

auto

 

I canali YouTube dei brand dei settori moda, tessile e abbigliamento registrano in media 207.000 iscritti. Il produttore di sportswear Nike è in testa alla classifica con 700.000 iscritti. Adidas, con circa 490.000 abbonati, si aggiudica il secondo posto, seguita da Christian Dior con 470.000.

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Attivi, intermittenti e non attivi

Per quanto concerne la portata organica, l’analisi Divimove dei dati YouTube ha studiato l’attività dei 500 top brand mondiali. Ai fini della classificazione, i settori sono stati suddivisi in tre categorie: attivi, intermittenti e non attivi. Essere attivi non garantisce automaticamente il successo di un canale su YouTube, ma certamente ne aumenta le chance, principalmente perché dei contenuti regolari possono stimolare l’interesse (e la crescita degli iscritti) e quindi la capacità per il brand di costruirsi una forte community online. Le aziende i cui canali pubblicano regolarmente contenuti video sulla piattaforma sono state categorizzate come attive. Alcuni canali pubblicano un gran numero di video per un breve periodo e poi rimangono inattivi per il resto dell’anno: questi sono classificati come intermittenti. Le aziende non attive sono quelle che pur avendo una presenza online postano un numero esiguo di video nel corso dell’anno.

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