Pubblicità video online: oltre il 90% degli operatori scommette sulla crescita

Si sta svolgendo a Milano lo IAB Seminar dedicato al video advertising. Spazio ai numeri nella prima parte dell’evento con la presentazione dei risultati dell’ultima ricerca di IAB Europe

di Simone Freddi
18 ottobre 2016
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L'apertura dell'evento

Il mercato della pubblicità video online, già da qualche anno tra i principali driver di sviluppo del mercato digital, continuerà a crescere. Su questo, aziende investitrici ed editori di tutta Europa sono concordi: il 90% dei primi e addirittura il 99% dei secondi si aspettano infatti un aumento della spesa in video advertising online. E’ quanto emerge dalla ricerca “Attitudes Towards Digital Video Advertising”, presentata stamattina a Milano nel corso di IAB Seminar da Nick Reid, membro di IAB Europe e Managing Director di TubeMogul Europe.

Dopo l’apertura dell’evento, affidata al presidente di IAB Italia Carlo Noseda accompagnato dal consigliere Antonella La Carpia e dal direttore generale Daniele Sesini, ampio spazio è stato lasciato ai numeri con la presentazione in anteprima dei risultati del nuovo studio lanciato da Iab Europe con l’aiuto della rete delle IAB nazionali, tra cui anche IAB Italia, per garantire un campione rappresentativo di tutti i mercati europei.

Negli ultimi anni il segmento video è cresciuto di importanza: è al centro dell’esperienza digitale degli utenti e ha raggiunto in Europa un valore di oltre 2,3 miliardi di euro. La crescita del +35,8% fatta registrare nel 2015, dimostra che sempre di più gli investimenti dei brand attivi sul mercato online si stanno indirizzando verso il formato video.

I numeri illustrati da Reid mostrano come il video advertising abbia conquistato un ruolo importante nelle strategie di marketing diventando un pilastro per chi vuole comunicare in maniera efficace al proprio target trasmettendo contenuti di qualità. La maggior parte degli stakeholder (circa il 90%) attivi nell’ecosistema digitale ha già abbracciato il digital video advertising, accrescendone potenziale e valore: infatti, solo l’8% degli advertiser, il 10% delle agenzie media e l’8% degli editori intervistati non utilizza i formati video.

Nonostante la fiducia nel mezzo da parte di tutte e tre le categorie, nella maggior parte dei casi, il peso del digital video advertising sul totale digital non supera il 20% degli investimenti o dei guadagni.

Video adv: i formati e gli strumenti di misurazione

Il mercato video digitale include tecnologie che permettono di adattare il contenuto a diversi dispositivi e di raggiungere gli utenti su tutte le piattaforme. Dal punto di vista dei formati, la maggior parte degli investimenti e delle revenue derivano da formati in-stream, ma le agenzie preferiscono investire anche sugli altri formati.

La maggior parte delle campagne digital video sono pianificate in congiunzione con la TV: l’82% degli advertiser e l’88% delle agenzie pianificano seguendo la combinazione tv e digital. Questa congiunzione, se seguita in maniera efficiente, può portare all’aumento della brand awareness secondo la maggioranza degli stakeholder.

Per quanto ricguarda i KPI e gli strumenti di misurazione, le metriche “classiche” di brand (brand awareness, familiarity, purchase, brand affinity) continuano a essere utilizzate, anche perché sono quelle che consentono di integrare i risultati di tutto il media mix. Senza molte sorprese vediamo come il 67% delle agenzie, il 67% degli ad-vertiser e il 58% degli editori usano od offrono la brand awareness come metrica chiave per valutare le campagne di digital video. Tra le nuove metriche, emerge però il completion rate che sta a cuore al 66% degli advertiser, al 71% delle agenzie e al 66% degli editori.

Secondo la ricerca di IAB Europe, i ricavi derivanti dagli investimenti in video advertising sono quasi certamente destinati ad aumentare. In particolare, il 90% degli advertiser prevede da qui a 12 mesi un aumento, mentre le agenzie si aspettano una crescita nel 98% dei casi e gli editori nel 99%. I numeri mostrano un allineamento da parte degli stakeholder e una nuova fiducia nei confronti del segmento.

Fiducia confermata anche dall’impiego di maggiori risorse su un terreno considerato sempre più fertile, come emerge anche dai lavori di IAB Seminar, su cui vi aggiorneremo nel corso della giornata (in aggiornamento).

 

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